<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: 3 regole etiche per proteggere il nostro nocciolo duro	</title>
	<atom:link href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/3-regole-etiche-per-proteggere-il-nostro-nocciolo-duro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.intelligenzaprimitiva.it/3-regole-etiche-per-proteggere-il-nostro-nocciolo-duro/</link>
	<description>Risveglia la tua Natura</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Feb 2015 16:47:21 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Enrica Vincenti		</title>
		<link>https://www.intelligenzaprimitiva.it/3-regole-etiche-per-proteggere-il-nostro-nocciolo-duro/#comment-24</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrica Vincenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 16:47:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.intelligenzaprimitiva.it/?p=1314#comment-24</guid>

					<description><![CDATA[Ciao Diana e grazie per l&#039;articolo, che calza a pennello con diverse domande che io stessa mi pongo in questi mesi.
Costruisco il mio lavoro giorno dopo giorno e molte volte mi chiedo, forse troppe, quale parte di me dovrò sacrificare nei miei diversi lavori.
Parlo di &quot;diversi lavori&quot; perché mi avvio alla libera professione e comincio a CONNETTERMI con i primi clienti.
E&#039; difficile tenere fede al nostro nocciolo duro, ma non per mancanza di coraggio, ma per mancanza di possibilità di espressione da parte del tuo clienti che ti impone ritmi, culture e modi di fare.
Immagino una possibile risposta: prendi, crea, una via di espressione; ma non con tutti è possibile specie quando in gioco ci sono variabili rilevanti (contratti importanti, situazioni economiche, etc..).
Mi chiedo, quindi, come si fa? Cosa consigli in questi casi? Cosa consigli ad un giovane professionista che con un particolare cliente, o in un nuovo ambiente di lavoro, si ritrova appiattito ad immagine e somiglianza del datore/committente?
Professionisti junior come me hanno comunque il diritto di proporre ed imporre (eventualmente) il proprio modo di fare?
Grazie
Enrica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Diana e grazie per l&#8217;articolo, che calza a pennello con diverse domande che io stessa mi pongo in questi mesi.<br />
Costruisco il mio lavoro giorno dopo giorno e molte volte mi chiedo, forse troppe, quale parte di me dovrò sacrificare nei miei diversi lavori.<br />
Parlo di &#8220;diversi lavori&#8221; perché mi avvio alla libera professione e comincio a CONNETTERMI con i primi clienti.<br />
E&#8217; difficile tenere fede al nostro nocciolo duro, ma non per mancanza di coraggio, ma per mancanza di possibilità di espressione da parte del tuo clienti che ti impone ritmi, culture e modi di fare.<br />
Immagino una possibile risposta: prendi, crea, una via di espressione; ma non con tutti è possibile specie quando in gioco ci sono variabili rilevanti (contratti importanti, situazioni economiche, etc..).<br />
Mi chiedo, quindi, come si fa? Cosa consigli in questi casi? Cosa consigli ad un giovane professionista che con un particolare cliente, o in un nuovo ambiente di lavoro, si ritrova appiattito ad immagine e somiglianza del datore/committente?<br />
Professionisti junior come me hanno comunque il diritto di proporre ed imporre (eventualmente) il proprio modo di fare?<br />
Grazie<br />
Enrica</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
