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	<title>Formazione aziendale Archivi - Intelligenza Primitiva</title>
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	<description>Risveglia la tua Natura</description>
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	<title>Formazione aziendale Archivi - Intelligenza Primitiva</title>
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		<title>Nature connected business: la quinta rivoluzione industriale</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2016 17:10:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[biomimicry]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mezzo della più acuta crisi economica, umanitaria, sociale ed ambientale della storia dell&#8217;uomo, un movimento internazionale di giornalisti, ricercatori, esperti di biomimicry, ecopsicologia, nature connection e business inspired by nature sostiene che siamo sulla soglia di un cambiamento epocale del nostro modo di vivere e lavorare, con la fine del capitalismo e del consumismo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mezzo della più acuta crisi economica, umanitaria, sociale ed ambientale della storia dell&#8217;uomo, un movimento internazionale di giornalisti, ricercatori, esperti di biomimicry, ecopsicologia, nature connection e business inspired by nature sostiene che siamo sulla soglia di un cambiamento epocale del nostro modo di vivere e lavorare, con <strong>la <a href="https://www.theguardian.com/books/2015/jul/17/postcapitalism-end-of-capitalism-begun">fine del capitalismo</a> e del consumismo e l&#8217;inizio di una quinta rivoluzione industriale</strong> che si baserà sulla <strong>sharing economy</strong> e sulla <strong>riprogettazione dei sistemi di produzione e commercio</strong> in modo da <strong>incorporare i <a href="http://biomimicry.net/about/biomimicry/biomimicry-designlens/lifes-principles/">Life&#8217;s Principles</a> </strong>(i principi di organizzazione dei sistemi viventi)<strong> nei sistemi organizzativi umani</strong>.<br />
Ma cerchiamo di capire da dove arriviamo.<br />
<strong><span style="color: #808000;">LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE</span>*</strong> ebbe luogo nella seconda metà del &#8216;700 e interessò prevalentemente il settore tessile-metallurgico con l&#8217;introduzione della spoletta volante e della macchina a vapore.<br />
<strong><span style="color: #808000;">LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE</span>* </strong> viene fatta convenzionalmente partire dal 1870 con l&#8217;introduzione dell&#8217;elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio.<br />
<strong><span style="color: #808000;">LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE</span>*</strong> si riferisce agli effetti dell&#8217;introduzione massiccia dell&#8217;elettronica, delle telecomunicazioni e dell&#8217;informatica nell&#8217;industria come alla terza rivoluzione industriale, che viene fatta partire dal 1970.<br />
<span style="color: #808000;"><strong>LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE</strong></span> non ha ancora una data precisa, ma si riferisce alla massiccia presenza di internet e dei sistemi cloud nel mondo del lavoro, unitamente all&#8217;integrazione di sistemy cyber-fisici, con macchine cosidette &#8220;intelligenti&#8221; (io non userei questo termine applicato ad una macchina, in ogni caso!) in grado di interagire con l&#8217;uomo.<br />
<strong>Questi 4 step di rivoluzione progressiva del modo con cui l&#8217;uomo si procura di che mangiare e vivere hanno portato appunto all&#8217;attuale crisi globale</strong>, e questo risultato catastrofico per la popolazione mondiale /umana e non umana) dimostra quanto ognuno di questi 4 step fosse fondato su <strong>due grandi illusioni</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>Possiamo crescere senza limiti.</strong></li>
<li><strong>Le risorse della terra non avranno mai fine.</strong></li>
</ol>
<p><strong>Oggi sappiamo che non possiamo continuare a sperare che sia così.</strong><br />
I convenzionali modelli di produzione industriale sono messi in discussione da questa drammatica condizione planetaria, a cui occorre trovare, subito, un rimedio.</p>
<blockquote><p>&#8220;We cannot solve the problems in the world with the same level of thinking that brought them about in the first place&#8221;.<br />
[Albert Einstein]</p></blockquote>
<p><span style="color: #008000;"><strong>LA QUINTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE</strong></span> è la rivoluzione, già in corso, che vedrà esplodere le economie collaborative e rinascere quel naturale senso di <strong>affiliazione fra uomo e natura</strong> (la <span style="color: #008000;"><strong>biofilia</strong></span> innata di ogni essere vivente) che è stato spazzato via dal positivismo.<br />
Grazie a <em><strong>Cartesio</strong></em> e al suo &#8220;<em><strong>Cogito ergo sum</strong></em>&#8220;, tutto l&#8217;essere è stato infatti spostato nell&#8217;uomo, spogliando la natura di vita e intelligenza, e rendendola così una materia inerte da depredare e spogliare.<br />
Con questa operazione, <strong>l&#8217;uomo si è ritrovato solo in un mondo desanimato, solo contro gli elementi naturali</strong>, di cui si è nominato padrone, libero di disporne a proprio piacimento e volontà, <strong>senza considerare l&#8217;impatto della propria azione nell&#8217;orizzonte ecosistemico più ampio</strong>, con i suoi delicati equilibri fra le diverse specie che lo abitano, di cui l&#8217;uomo è solo una parte.<br />
Allo stesso tempo, <strong>una natura senza vita e intelligenza era funzionale alla nascita del capitalismo</strong>, che proprio sulla <strong>dicotomia mente-corpo e uomo-natura</strong> di sorregge.</p>
<blockquote><p>&#8220;Non vai coi bulldozer in una foresta se pensi che sia un essere vivente necessario per la tua stessa sopravvivenza&#8221;.<br />
[Jon Young]</p></blockquote>
<p>E ora, di fronte al <strong>fallimento conclamato di questo pensiero meccanicistico e riduzionista</strong>, stiamo finalmente rendendoci conto che è necessario <strong>recuperare un pensiero dell&#8217;inter-relazione e dell&#8217;inter-dipendenza di tutte le cose sul pianeta.</strong><br />
E&#8217; il &#8220;<strong><span style="color: #008000;">System&#8217;s thinking</span></strong>&#8220;, che ha fra i suoi araldi Fritjof Capra (il famoso autore de &#8220;Il Tao della Fisica&#8221;), Peter Senge, Derek Cabrera.<br />
<strong>Recuperando la consapevolezza della nostra connessione con il cosmo vivente</strong>, possiamo recuperare il senso profondo di <strong>compartecipazione alla vita e la responsabilità di contribuire al suo mantenimento</strong>, adoperandoci <strong><span style="color: #008000;">perchè il nostro passo sia sostenibile per la terra che ci porta.</span></strong><br />
Così, <strong>il business riorienta la propria direzione, passando dal profit-based al value-based thinking</strong>, dove in quel &#8220;valore&#8221; è incluso non solo il valore per l&#8217;imprenditore, ma anche <strong>il valore umano, sociale e ambientale generato dall&#8217;impresa nell&#8217;ecosistema</strong> (più o meno locale o globale, a seconda delle dimensioni e della dislocazione) a cui appartiene e nel quale si colloca.</p>
<blockquote><p>Come dice Giles Hutchins (autore di &#8220;The Nature of Business&#8221;):<br />
&#8220;La filosofia del <strong><span style="color: #008000;">Take &#8211; Make &#8211; Waste</span></strong> ha portato all&#8217;intossicazione della terra e dell&#8217;acqua. [&#8230;] Il business convenzionale, come è stato portato avanti finora, aveva una concezione incompleta del termine &#8220;profitto&#8221;. Ma <span style="color: #008000;"><strong>nei costi e nel valore di un prodotto, infatti, non sono abitualmente incluse molte variabili inerenti ai costi e al valore sociale e ambientale di quel prodotto e di quel processo produttivo</strong></span>. Il prezzo che paga il consumatore non riflette il vero, e completo, valore di quel prodotto o servizio. Quindi il modo convenzionale di calcolare costi e profitti, e incompleto.&#8221;</p></blockquote>
<p>Iniziative come &#8220;<a href="http://events.sustainablebrands.com/sb16cph/program">Sustainable Brands</a>&#8221; dà la misura di quanto questo nuovo approccio alla generazione di valore da parte di un&#8217;impresa approccio sia ormai da qualche anno penetrato anche nelle maggiori società del mondo. E questo ci deve dare speranza, e invogliare a contribuire in prima persona a cambiare il mondo: come consumatori capaci di pilotare le scelte industriali, scegliendo a chi dare i nostri soldi, a quali brand, in base alla loro virtuosità ambientale o meno. Ma anche come protagonisti di questa <strong>rivoluzione del pensiero dell&#8217;inter-relazione</strong>, <strong>imparando a osservare ogni nostra azione attraverso 3 domande potenti, come riferisce Maia Cornacchia citando gli Indiani d&#8217;America:<br />
</strong></p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #008000;">&#8220;Prima di fare una cosa o di prendere una decisione fatti tre domande: questa cosa dà vita a me? Dà vita agli altri? Lascia vita dietro di sé? E se non puoi rispondere di sì alla prima domanda non la fare, perché se non dà vita a te non la dà neanche agli altri e non lascia vita dietro di sé&#8221;.</span></strong></p></blockquote>
<p>Insieme a questo mondo di imprese che puntano all&#8217;etica e alla sostenibilità (o meglio ancora: alla rigeneratività), c<strong>&#8216;è tutto il mondo di chi queste imprese le orienta, facilita, forma</strong>: i consulenti e i formatori,i ricercatori e gli scienziati che studiano e dimostrano, misurano e validano i processi di produzione e di organizzazione più virtuosi.<br />
<strong>Insieme a loro, le schiere di esperti di ecopsicologia, che portano la natura nella consulenza psicologica, nella terapia e nel counselling</strong>. E <strong>insieme a loro, i milioni di educatori e insegnanti, esperti di nature connection ed ecologia, maestri di scuole nel bosco e genitori con i loro figli</strong>, impegnati nel riportare la natura nella propria esperienza di vita quotidiana.<br />
Soltanto nel &#8220;<a href="http://www.childrenandnature.org/">Children &amp; Nature Network</a>&#8220;, presenti in oltre 80 nazioni nel mondo, si contano 44 milioni di aderenti, ed è un dato non aggiornato al 2016 (anno in cui questa organizzazione internazionale è approdata finalmente anche in Italia).<br />
<span style="color: #008000;"><strong>Ognuno di noi ha una parte da fare, in questa quinta rivoluzione industriale.</strong> </span><br />
La natura sta tornando a farsi sentire, non possiamo più ignorarla come hanno fatto negli ultimi 200 anni i nostri bisnonni e i nostri padri. Gaia sta facendo il suo corso: sta richiamando all&#8217;ordine i suoi cuccioli umani, vecchi solo di 35.000 anni, a fronte di 3,8 miliardi di anni di storia della vita sulla terra.</p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo una specie giovane! Abbiamo tanto da imparare dalla natura e dalle specie più vecchie di noi, su come vivere e sopravvivere, con grazie ed eleganza, su questo bellissimo pianeta&#8221;.<br />
[Janine Benyus]</p></blockquote>
<p>Nel mio lavoro di formatrice esperta di leadership e teamship development, <strong>propongo un nuovo modello di leadership, che guarda alla natura come maestra e prende ispirazione dalla miriade di tipi di leadership presenti in natura per trovare strategie e soluzioni per la vita sulla terra</strong>.<br />
Da 3,8 miliardi di anni la natura affronta e risolve i nostri stessi problemi di sopravvivenza, generando un’incredibile ricchezza di risorse per tutti i viventi.<br />
Voglio facilitare un cambio radicale nel nostro modo di concepire il nostro rapporto con la terra: <span style="color: #008000;"><strong>dal prendere dalla natura, all’imparare dalla natura, al sentirci parte di essa con un senso di riverenza per la sua magnifica intelligenza.</strong></span><br />
E&#8217; quello che vivo in prima persona e sprimento giorno dopo giorno, da quando ho 4 anni e mi sono trasferita ad abitare in campagna, crescendo con alberi e animali come i miei migliori amici, trovando nella natura la forza per affrontare le esperienze non facili della vita, imparando con gli alberi ad amare e a rispettare il prossimo, ad ascoltare e a <span style="color: #008000;"><strong>sentirmi parte della meravigliosa danza della vita</strong></span>.<br />
La leadership ispirata dalla natura mostra esempi e casi reali che dimostrano l’efficacia e il successo dei modelli naturali.<br />
Puoi leggere un esempio in <a href="http://intelligenzaprimitiva.it/la-leadership-delle-oche-selvatiche/">questo articolo, dedicato alla leadership delle oche selvatiche. </a><br />
Grazie di avermi letto fin qui!<br />
Ne sono onorata. Spero di averti lasciato qualche piccola ispiorazione, e di averti fatto venire voglia di uscire ad ascoltare un albero o ad osservare un piccolo animale nel prato o nel giardino, per cogliere una delle tante lezioni che sicuramente ha da passarti.<br />
Alla prossima!<br />
Diana<br />
<img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-1764" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2016/09/article-2681031-1F60C06D00000578-314_634x523-300x247.jpg" alt="article-2681031-1F60C06D00000578-314_634x523" width="300" height="247" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2016/09/article-2681031-1F60C06D00000578-314_634x523-300x247.jpg 300w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2016/09/article-2681031-1F60C06D00000578-314_634x523.jpg 634w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<hr />
<p>*Fonte: Wikipedia.<br />
<span style="border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% / 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;">Salva</span><br />
<span style="border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% / 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;">Salva</span><br />
<span style="border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% / 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;">Salva</span><br />
<span style="border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% / 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;">Salva</span><br />
<span style="border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% / 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;">Salva</span><br />
<span style="border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c  no-repeat scroll 3px 50% / 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;">Salva</span></p>
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		<title>La leadership delle oche selvatiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2016 10:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[biomimicry]]></category>
		<category><![CDATA[corporate]]></category>
		<category><![CDATA[oche selvatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prossima volta che mia mamma mi darà dell&#8217;oca, non mi offenderò, anzi. La ringrazierò, perchè mi sta dicendo che sono un grandissimo esempio di leadership! Eh sì: le oche manifestano alcuni comportamenti esemplari rispetto alla capacità di gestire teamwork e leadership lo stormo nel corso delle migrazioni e arrivare insieme alla meta. Questi comportamenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La prossima volta che mia mamma mi darà dell&#8217;oca, non mi offenderò, anzi. La ringrazierò, perchè mi sta dicendo che sono un grandissimo esempio di leadership!<br />
Eh sì: <strong>le oche manifestano alcuni comportamenti esemplari</strong> rispetto alla <strong>capacità di gestire teamwork e leadership</strong> lo stormo nel corso delle migrazioni e arrivare insieme alla meta.<br />
Questi comportamenti sono stati studiati da alcuni esperti di <span style="color: #008000;"><strong>comportamento organizzativo e biomimicry</strong></span>, e vengono <strong>oggi insegnati a manager e leader d&#8217;impresa</strong> per trarne ispirazione ed esempio.<br />
Chi di voi ha già lavorato con me, sa che ho una <strong>passione per l&#8217;importazione di modelli naturali nelle organizzazioni umane</strong>.<br />
Osservare la natura, studiarla e conoscerla, ma ancora di più, entrare con essa in connessione profonda ed empatia, ci porta ad amarla: è la nostra naturale <strong><span style="color: #008000;">biofilia</span></strong> (il senso innato di affiliazione con tutti gli esseri viventi) che si attiva.<br />
Ho avuto la fortuna di studiare allo Schumacher College (UK) e approfondire il pensiero di Giles Hutchins, Fritjof Capra, Andy Fisher, Paul Hawken e molti altri ricercatori e consulenti di rilevanza internazionale, che stanno generando una vera e propria ondata di natura nel mondo del business e delle relazioni umane.<br />
E vorrei anche io <strong>contribuire a ispirare le aziende e le persone con cui lavoro</strong> attraverso i modelli di comportamento che la natura ha selezionato come vincenti, in 3,8 miliardi di anni di evoluzione.<br />
<em><strong><span style="color: #99cc00;">&#8220;Siamo una specie giovane&#8221;</span></strong></em>, come dice Janine Benyus (la fondatrice della biomimicry), dalla natura abbiamo tante cose da imparare.<br />
Vediamo quindi insieme oggi cosa possiamo apprendere dalle oche selvatiche!</p>
<hr />
<p><span style="color: #99cc00;"><em><strong>L&#8217;oca selvatica (Anser anser, Linnaeus 1758) è un uccello, appartenente alla famiglia degli anatidi. È talora chiamata &#8220;oca cenerina&#8221; proprio per la caratteristica sfumatura grigio-cenere del suo piumaggio. È considerata l&#8217;antenata dell&#8217;oca domestica europea, le cui penne venivano usate come calamo, volano o dardo per frecce.</strong></em></span><br />
[fonte: Wikipedia]</p>
<h2><span style="color: #008000;"><strong>1. Il potere del feedback</strong></span></h2>
<p><strong>COSA FANNO LE OCHE:</strong> Se vi è capitato di vedere mamma oca con i piccoli, avrete notato che a intervalli regolari la mamma lancia il suo tipico richiamo &#8220;<strong>Quack quack</strong>&#8220;, a cui fanno subito eco i piccoli, che rispondono con il loro tipico richiamo da cuccioli. Questo comportamento serve a mamma oca (ma è così anche per molte altre specie di uccelli) per monitorare il feedback della prole. E&#8217; <strong>come se dicesse &#8220;Ci sei?&#8221; e i piccoli &#8220;Sì sì! Sono qui!&#8221;. </strong>Se manca una risposta da uno dei cuccioli, mamma oca ripete il richiamo senza guardare. Se non sente ancora risposta, si volta e inizia a cercare il pulcino smarrito o in difficoltà.<br />
Si chiama &#8220;<strong><span style="color: #008000;">feedback loop</span></strong>&#8221; e in natura è una delle strategie fondamentali con cui le specie viventi sia animali che vegetali testano continuamente l&#8217;efficacia dei propri comportamenti in relazione con l&#8217;ambiente.<br />
<strong>COSA POSSIAMO FARE NOI UMANI:</strong> Quando lavoriamo in un gruppo, è importante <strong><span style="color: #008000;">definire appropriati feedback loop per monitorare il teamwork, il coinvolgimento, la motivazione e l&#8217;efficacia della prestazione di tutti i</span></strong> membri del team, e del team nel suo complesso.<br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>Domande chiave:</strong></em></span></p>
<ul>
<li><strong>Quale sarà il &#8220;Quack quack&#8221;, nel vostro gruppo</strong>? Cioè, come veririficherete di essere tutti sulla stessa barca, momento per momento del vostro progetto comune, remando insieme verso la meta?</li>
<li><strong>Quali feedback vorrete ricevere</strong> dal vostro contesto, o dal &#8220;cliente&#8221; finale del progetto che state sviluppando?</li>
<li><strong>Come monitorerete l&#8217;efficacia di quanto state facendo</strong> rispetto alla soddisfazione degli obiettivi personali dei membri del team, agli obiettivi del gruppo stesso, e agli obiettivi dei clienti o degil stakeholders con cui vi trovate a interagire?</li>
<li><strong>Come misurerete la capacità del vostro team di portare vita al team, vita al contesto (l&#8217;organizzazione, i clienti, &#8230;), e vita alla vita?</strong></li>
</ul>
<h2><span style="color: #008000;">2. Il potere dell&#8217;essere insieme</span></h2>
<p><strong>COSA FANNO LE OCHE:</strong> <strong>Volando a V le oche recuperano il 71% dell&#8217;efficienza di volo.</strong> Ecco il perchè di questa forma. <strong>L&#8217;oca che guida la formazione in volo sta davanti, e fa più fatica</strong> di tutte le altre perchè &#8220;apre la pista&#8221;, fendendo l&#8217;aria per prima, e facilitando di conseguenza il volo a tutte quelle dietro. <strong>Appena un&#8217;oca si allontana dalla V, sente subito la maggiore resistenza dell&#8217;aria</strong>, e cerca subito di volare più forte per tornare nel gruppo e avvantaggiarsi della corrente generata da chi sta davanti.<br />
<em><strong><span style="color: #99cc00;">&#8220;La funzione crea la forma&#8221;</span></strong></em> (come diceva il mio maestro di contact improvisation Urs Staufer). La funzione del volo dello stormo a V è quindi <strong>aumentare l&#8217;efficacia della prestazione del team stesso</strong>. Tutti i suoi membri lo sentono, e lo sanno, e quindi cercano in ogni modo di stare all&#8217;interno del gruppo, per avvantaggiarsi della sua forza, e allo stesso tempo per contribuire attivamente ad esso. Vince la singola oca, vince lo stormo. E vince la più ampia missione della vita e della sopravvivenza della specie.<br />
<strong>COSA POSSIAMO FARE NOI UMANI</strong>: Il leader è davanti, in prima fila, ma non per motivi di prestigio o di potere, e soprattutto non è &#8220;sopra&#8221;, ma insieme con il resto del gruppo. <span style="color: #008000;"><strong>Il leader è quello che fa più fatica perchè dà la rotta, fa da apripista, ispira con la forza dei valori, agendoli in prima persona, facilita il lavoro degli altri.</strong> </span>Ci crede, e lo trasmette agli altri con il proprio esempio. Notiamo anche che nello stormo di oche in migrazione, l&#8217;oca è davanti ma è anche <span style="color: #008000;"><strong>VICINA</strong></span>, in <strong>stretto contatto</strong> visivo e corporeo con le altre. Il flusso d&#8217;aria che genera è condiviso, c&#8217;è uno scambio diretto di suoni, movimento, calore, odore, fra l&#8217;oca davanti e le altre.<br />
Inoltre, <strong>ogni membro del gruppo è incoraggiato a stare insieme agli altri,</strong> agendo in modo sincronizzato e con impegno verso i comuni obiettivi, perchè <strong>sa che da solo sarebbe più difficile</strong>. L&#8217;individuo ha bisogno del gruppo, e viceversa. E&#8217; un legame in cui sia il singolo che il gruppo vincono. E insieme a loro, vince l&#8217;organizzazione nel suo complesso.<br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>Domande chiave:</strong></em></span></p>
<ul>
<li>Nel tuo gruppo, <strong>quale posizione occupa il leader rispetto al gruppo</strong>?</li>
<li>Quanto il <strong>leader è vicino al gruppo</strong>, e come mantiene e coltiva questa vicinanza dal punto di vista sensoriale (presenza fisica) e cognitivo (scambio di idee, pensieri, feedback)?</li>
<li>Quanto il leader è capace di guidare, <strong>orientare</strong> l&#8217;impegno del gruppo, <strong>dare la direzione</strong>, con chiarezza ed efficacia?</li>
<li>Cosa può fare il <strong>leader per facilitare il lavoro degli altri</strong>, agevolare i compiti, rendere tutti partecipi del viaggio nella stessa direzione?</li>
</ul>
<h2><span style="color: #008000;">3. Il potere della leadership distribuita</span></h2>
<p><strong>COSA FANNO LE OCHE:</strong> Quando <strong>l&#8217;oca davanti è affaticata, vola nelle retrovie</strong> e <strong>subito qualcuna prende il suo posto</strong> alla guida dello stormo. Senza dubbi, esitazioni o malumori. L&#8217;oca davanti va indietro, qualcuno subito la sostituisce. Qualche &#8220;Quack quack&#8221; a commento, che potremmo tradurre come un &#8220;Mé so&#8217; stràca&#8221; &#8211; &#8220;Bon, vado io!&#8221; (scusate il dialetto bergamasco, ma ci stava bene!).<br />
E&#8217; il potere della <strong><span style="color: #008000;">leadership condivisa e della leadership di rete (networked leadership),</span></strong> con la quale ogni membro del team ha la competenza e la facoltà di prendere la guida. Questa <strong>intelligenza distribuita</strong> appartiene ai gruppi umani così come ai gruppi naturali (<strong>mandrie, stormi, banchi di pesci, sciami</strong>) ed è un riflesso di quello che nella <a href="http://intelligenzaprimitiva.it/cosa-e-intelligenza-primitiva/">definizione di Intelligenza Primitiva</a> potremmo definire &#8220;<span style="color: #008000;"><strong>Intelligenza Collettiva</strong></span>&#8220;.<br />
<strong>COSA POSSIAMO FARE NOI UMANI:</strong> Costruire le competenze delle persone che lavorano con noi in modo da <span style="color: #008000;"><strong>incentivare lo sviluppo della loro leadership, l&#8217;ownership dei processi del team</strong></span>, la possibilità di scambiarsi in posizioni di guida in fasi diverse del lavoro del gruppo. Incentivare le persone a <strong>riconoscere e sviluppare il proprio talento,</strong> la propria unicità, e costruire i gruppi in modo da ottenere la <strong>massima biodiversità</strong> possibile, e di conseguenza la massima ricchezza possibile di output e la migliore <strong>resilienza</strong> in ogni contesto e a fronte di un qualsiasi cambiamento.<br />
<span style="color: #008000;"><em><strong>Domande chiave:</strong></em></span></p>
<ul>
<li><strong>Come sono distribuiti i ruoli</strong> all&#8217;interno del tuo gruppo? Quanto è biodiverso il tuo gruppo? Cioè: quanto è ricco e variegato il set di competenze, attitudini e stili di pensiero e comportamento?</li>
<li>Quanto è <strong>distribuita la leadership</strong>? Il capo è indispensabile? In caso di sua assenza o defaillance, che succede? Ci sono altre persone che possono prendere istantaneamente il suo posto?</li>
<li>Quanto è <strong>distribuita l&#8217;ownership degli obiettivi</strong>? Quanto le persone sentono di propria responsabilità il risultato del gruppo intero? E cosa potete fare perchè sia così?</li>
<li><strong>Come reagiscono i membri del gruppo alle defaillance del leader / del capogruppo</strong>? Come reagiscono ai suoi errori, o alle sue debolezze? Quanto si lamentano le persone del gruppo di fronte a un cambiamento, o di fronte a una richiesta di maggiore impegno ed esposizione personale?</li>
<li><strong>Quanto è fluida la gestione del cambiamento nel gruppo</strong>?</li>
<li><strong>Quanto le persone sono proattive di fronte a improvvisi cambi di scenario</strong> che richiedono maggiore fatica a uno o più membri del gruppo?</li>
<li><strong>Quanto le persone ragionano in termini di soluzioni</strong>, più che di problemi e di colpe?</li>
</ul>
<h2><span style="color: #008000;">4. Il potere del supporto reciproco</span></h2>
<p><strong> COSA FANNO LE OCHE:</strong> <strong>Quando un&#8217;oca dello stormo è in difficoltà (perchè stremata, o colpita da uno sparo, o per altri motivi che le impediscono di volare conlo stormo) lascia lo stormo</strong> e cerca rifugio o riparo a terra. <strong>Immediatamento 2 o 3 altre oche le si affiancano e stanno con lei finchè muore o recupera</strong>. Allora, tentano di unirsi al loro stormo, o ne aspettano un altro a cui aggregarsi, oppure ne formano uno nuovo loro stesse.<br />
E&#8217; la <strong>naturale predisposizione degil esseri viventi alla cura della vita della propria comunità</strong>. Quando uno dei membri è in difficoltà, qualcuno se ne prende cura, per portare avanti la missione della vita e della sopravvivenza del gruppo.<br />
<strong>COSA POSSIAMO FARE NOI UMANI</strong>: Quando uno dei membri del gruppo è in difficoltà, possiamo attivare la nostra capacità di <strong>prenderci cura del più debole, attivare empatia e desiderio di arrivare insieme alla meta</strong>, nessuno escluso.<br />
Un essere umano che sta bene, è tranquillo e sicuro di sè, si presta senza esitazione a occuparsi delle difficoltà altrui. L&#8217;<strong>egoismo</strong> che ci fa ignorare le difficoltà altrui, o peggio ancora che ci fa desiderare di guadagnare sulle difficoltà altrui, <strong>scatta solo se siamo in difficoltà noi stessi, in una situazione di carestia, oppure di paura</strong> (spesso inconscia), in una situazione che ci fa sentire minacciati (anche solo a livello psicologico). La ricerca scientifica ha dimostrato ampiamente che il famoso detto &#8220;homo homoni lupus&#8221; non ha senso, così come la convinzione che gli esseri umani siano evoluti più sulla competizione che sulla cooperazione. <strong>La scienza oggi ci ha dimostrato che è solo cooperando e unendo le forze </strong>che le comunità umane sono riuscite a sopravvivere e riprodursi con successo fino ad oggi.<br />
<em><strong><span style="color: #008000;">Domande chiave:</span></strong></em></p>
<ul>
<li><strong>Come si reagisce, nel tuo gruppo, a un momento di difficoltà</strong> per uno dei suoi membri? C&#8217;è empatia, comprensione? Ci si attiva per cercare di capire quale è il problema che la persona sta vivendo, e aiutarla a risolverlo, o confortarla?</li>
<li><strong>Come viene considerato chi sbaglia</strong>, nel tuo gruppo? Che visione c&#8217;è dell&#8217;errore, nella tua organizzazione? Come si approccia uno sbaglio? Con la ricerca del colpevole? O piuttosto con la ricerca dell&#8217;insegnamento e della lezione che si può trarre da quell&#8217;errore?</li>
<li><strong>Quanto le persone si sentono sicure e protette nel tuo gruppo</strong>? E quanto nell&#8217;organizzazione più ampia intorno a voi?</li>
<li><strong>Quanto verificate (ogni quanto, e con quali metodi) il benessere delle persone con cui vivete o lavorate</strong>, e vi accertate che nessuna variabile di malessere sia trascurata, in modo che tutti possano sempre sentirsi bene con il gruppo, e manifestare di conseguenza comportamenti di supporto e aiuto reciproco?</li>
</ul>
<h2><span style="color: #008000;">5. Il potere dell&#8217;incoraggiamento</span></h2>
<p><strong>COSA FANNO LE OCHE</strong>: Le oche in volo fanno il <strong>loro tipico suono starnazzante (&#8220;Honk honk!&#8221;).</strong> La sua funzione è in parte simile a quella del richiamo di mamma oca con i piccoli, una sorta di <strong>check della presenza</strong> e del benessere dei membri del gruppo, del tipo: &#8220;Uè ragazzi, tutto ok? Ci siete?!&#8221; &#8211; &#8220;Sì sì, tutto sotto controllo!&#8221;. Ma alcuni ricercatori dicono che il suo significato sarebbe in specifico quello dell&#8217;<strong>incoraggiamento</strong>: &#8220;Forza ragazze, dateci dentro!&#8221; &#8211; &#8220;Ok, avanti tutta!&#8221;.<br />
Le oche, così come tutti gli esseri viventi, sanno che <strong>è importante manifestarsi reciprocamente apprezzamento, e riconoscere periodicamente il contributo individuale alla missione del gruppo</strong>.<br />
<strong>COSA POSSIAMO FARE NOI UMANI:</strong> E&#8217; importante <strong><span style="color: #008000;">dedicare il giusto tempo a incoraggiare i membri del gruppo verso l&#8217;obiettivo</span></strong>, <strong>riconoscendo il valore di quanto le persone stanno facendo</strong>, dedicando il giusto tempo a ricevere feedback su come sta andando, in modo da apportare aiuto se necessario, o da ritarare insieme la rotta ove opportuno. Alla fine, <strong>essere riconosciuti e &#8220;visti&#8221; per il proprio valore è uno dei driver principali della motivazione umana.</strong><br />
Ognuno di noi cerca sempre e soltanto di fare del proprio meglio per essere riconosciuto, e amato, e lo fa con le modalità che fino a quel momento della propria vita ha capito che funzionano. I nostri comportamenti sono il risultato della nostra storia e di quello che abbiamo capito di essere. <strong>Sentirci incoraggiati dagli altri ci dà forza, e ci invoglia a fare ancora meglio!</strong><br />
<em><strong><span style="color: #008000;">Domande chiave:</span></strong></em></p>
<ul>
<li><strong>Quanto nel tuo gruppo ci si incoraggia periodicamente</strong>? Con quali rituali, azioni, comportamenti (individuali e di gruppo)?</li>
<li>Quanto (ogni quanto, con che metodo) ci si dedica a <strong>riconoscere i successi raggiunti</strong>? E quanto lo si fa in proporzione a quanto tempo si dedica a riconoscere i problemi e valutare le &#8220;colpe&#8221;?</li>
<li><strong>Che risposta vedete nelle persone, quando le incoraggiate</strong>, o quando riconoscete il valore dle loro contributo all&#8217;impresa che state protando avanti?</li>
</ul>
<h2><span style="color: #008000;">6. Il potere del ciclo</span></h2>
<p><strong> COSA FANNO LE OCHE</strong>: Le oche selvatiche sono una specie migratrice. Si riproducono in primavera, generalmente tra Marzo e Maggio, in Islanda, Gran Bretagna, Scandinavia, Europa centrale, Russia e Cina nord-orientale. Svernano in alcune zone di una fascia che va dal Mediterraneo alla Cina orientale.<br />
Come altre specie migratrici, <strong>le oche ci insegnano a onorare il potere del ciclo, riconoscendo che c&#8217;è un momento</strong> per procreare, un momento per la muta e per prepararsi al grande viaggio, un momento per migrare in cerca del posto migliore, momento per momento, dove poter vivere e sopravvivere.<br />
<strong>COSA POSSIAMO FARE NOI UMANI</strong>: La contemporaneità del mondo occidentale è caratterizzata da un modo peculiare di vivere il tempo. <strong>Nella nostra cultura il tempo viene vissuto in modo lineare</strong>, come qualcosa che ha un&#8217;inizio e una fine, e che mangia la nostra vita inesorabiolmente. Prima del Cristianesimo, e ancora oggi nelle popolazioni di interesse etnologico di tutto il mondo, <strong>il tempo veniva concepito in modo circolare</strong> (simboleggiato dall&#8217;Uroboro), perchè connesso con il ciclico scorrere delle stagioni. In molte popolazioni tribali tuttora viventi (come ad esempio presso i boscimani), il tempo non viene misurato, non si sa che giorno è, o che ora è. <strong>Si vive, si ascolta momento per momento la vita per come si presenta, si decide momento per momento il da farsi</strong>. Si dorme e si mangia e ci si riproduce o si riposa <strong>seguendo la chiamata del proprio organismo, in risposta all&#8217;ambiente</strong>. Come fanno tutti gli altri esseri viventi ad eccezione dell&#8217;uomo.<br />
<strong><span style="color: #008000;">Le oche selvatiche ci insegnano a reimpossessarci della nostra naturale capacità di sentire quando è il momento di fare qualcosa</span></strong>: quando è il momento di lavorare o prendersi una pausa, parlare o tacere, partire o di stare,  abbracciare una persona o  starle lontana,  fare sport o leggere un libro. <strong>Il nostro corpo lo sa</strong>. La nostra <strong><a href="http://intelligenzaprimitiva.it/cosa-e-intelligenza-primitiva/">intelligenza primitiva</a>,</strong> se la lasciamo fare, ci sa guidare, perchè è in <strong>diretta connessione con l&#8217;intelligenza della Natura</strong>, che ci ha forgiato in milioni di anni di evoluzione umana, e in miliardi di anni di evoluzione pre-umana.<br />
<em><strong><span style="color: #008000;">Domande chiave:</span></strong></em></p>
<ul>
<li><strong>Quanto nella tua organizzazione si vive una dimensione ciclica</strong> e quanto una dimensione lineare del tempo?</li>
<li>Ci sono <strong>picchi di lavoro</strong> e momenti di tranquillità, nel corso dell&#8217;anno?</li>
<li>Si onora la <strong>necessità organica delle persone di alternare lavoro e riposo, o &#8220;si tira&#8221; sempre</strong> (sia nell&#8217;arco della giornata, che nell&#8217;arco della settimana lavorativa ma anche nellorizzonte più ampio dell&#8217;anno intero)?</li>
<li>C&#8217;è una <strong>continua escalation nelle richieste al personale</strong>, per spremerle più possibile? <strong>Si massimizza o si ottimizza</strong> il loro tempo lavorativo?</li>
<li>Quanto la tua organizzazione permette l&#8217;<strong>autogestione</strong> del carico di lavoro, lasciando alle persone la facoltà di creare la propria curva prestazionale, nel rispetto degli obiettivi assegnati?</li>
<li>Gli <strong>orari e i turni di lavoro sono &#8220;organici&#8221; o forzati</strong>?</li>
<li>Le persone hanno la possibilità di <strong>prendersi vacanze nel momento in cui ne sentono la necessità</strong>, o devono sottostare a regole uguali per tutti?</li>
<li><strong>Quanto ascolto si presta ai diversi bioritmi delle persone</strong>, e si incentiva le persone a onorarli, sapendo che la produttività complessiva poi ne beneficerà (come dimostra il caso di Richard Barnson con le <a href="https://www.virgin.com/richard-branson/why-were-letting-virgin-staff-take-as-much-holiday-as-they-want">politiche di gestione HR in Virgin</a>).</li>
</ul>
<hr />
<p>Ecco, ho scritto come al solito un casino! Quindi se sei arrivato fin qui: COMPLIMENTI!<br />
Che ci devo fare, ho veramente voglia di condividere con tutti gli insegnamenti che ricevo dalla natura, man mano che li scopro, e spero che tutti possiate trarne giovamento e ispirazione.<br />
Ed è in arrivo un grande progetto, grandissimo, nel quale la natura sarà protagonista&#8230; e anche voi se vorrete averci uno spazio. Vi terrò aggiornati! Vi dico solo il titolo: THE DAILY NATURE ACADEMY.<br />
Stay tuned!<br />
Diana<br />
<div id="attachment_1752" style="width: 210px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1752" class="size-medium wp-image-1752" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2016/09/snow-200x300.jpg" alt="Fonte: hello-moment-s.tumblr.com/post/134997639696" width="200" height="300" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2016/09/snow-200x300.jpg 200w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2016/09/snow.jpg 236w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><p id="caption-attachment-1752" class="wp-caption-text">Fonte: hello-moment-s.tumblr.com/post/134997639696</p></div><br />
&nbsp;<br />
<span style="border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c no-repeat scroll 3px 50% / 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;">Salva</span><br />
<span style="border-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font: bold 11px/20px 'Helvetica Neue',Helvetica,sans-serif; color: #ffffff; background: #bd081c  no-repeat scroll 3px 50% / 14px 14px; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer;">Salva</span></p>
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		<title>L’ascolto in azienda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diana Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2014 15:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diana Tedoldi]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[corporate]]></category>
		<category><![CDATA[diana tedoldi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mia esperienza come formatrice in aziende di ogni tipo e dimensione, moooolto raramente ho incontrato persone davvero capaci di ascoltare, o di farsi ascoltare. Eppure l’ascolto è una competenza madre, la competenza più importante di tutte, in ogni campo della vita e del lavoro. L’ascolto è quella capacità che ci permette di muoverci insieme [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/lascolto-in-azienda/">L’ascolto in azienda</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia esperienza come formatrice in aziende di ogni tipo e dimensione, moooolto raramente ho incontrato persone davvero capaci di ascoltare, o di farsi ascoltare.<br />
Eppure l’ascolto è una <strong><em>competenza madre</em></strong>, la competenza più importante di tutte, in ogni campo della vita e del lavoro.<br />
L’ascolto è quella capacità che ci permette di muoverci <strong><em>insieme</em></strong> verso un comune orizzonte, in ascolto di ogni passo e della sua eco attraverso il gruppo di lavoro, attenti a captare ogni scostamento dagli obiettivi condivisi, ogni risonanza nell’orizzonte più ampio del mercato e dei clienti. L’ascolto fonda la tua assertività e la fiducia negli altri.<br />
<strong><em>Se ti ascolti</em></strong>, sai dove sei, quali sono i tuoi bisogni, i tuoi sogni e desideri, sai anche quali sono le tue capacità e i limiti su cui lavorare.<br />
<strong><em>Se ascolti gli altri</em></strong>, sentirai come stanno, dove sono rispetto a quanto stai esprimendo, potrai ricevere i loro feedback come un dono per la tua crescita di consapevolezza.<br />
<strong><em>Se ascolti il contesto</em></strong>, potrai verificare se quello che sei e che stai facendo è in risonanza con il risultato che vuoi ottenere, puoi cogliere le onde di ritorno che generi intorno a te, e avere quindi utili input per tarare e ricalibrare il tuo atteggiamento e la tua azione.<br />
<strong><em>Se sai farti ascoltare</em></strong>, diventi capace di comunicare e farti capire, veicolare le tue idee, influenzare gli altri.<br />
Sviluppare la competenza dell’ascolto significa sviluppare la tua leadership ma anche il teamwork del tuo gruppo di lavoro, ti fa migliorare la capacità delle persone di gestire i cambiamenti organizzativi, fa decollare la capacità di sintonizzazione fra persone e vision aziendale.<br />
Una competenza chiave su cui tutte le organizzazioni dovrebbero puntare.<br />
nzare, motivare, guidare e ispirare gli altri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/lascolto-in-azienda/">L’ascolto in azienda</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
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