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	<title>coral reef Archivi - Intelligenza Primitiva</title>
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	<description>Risveglia la tua Natura</description>
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	<title>coral reef Archivi - Intelligenza Primitiva</title>
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		<title>NATURE IS SPEAKING: Vedere il reef: voglio che rimanga nella mia bucket list.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Arba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia e Biofilia]]></category>
		<category><![CDATA[Nature is speaking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La protagonista del nuovo video di cui parliamo in questo articolo è la barriera corallina. Sbiancamento dei coralli, alteranzione della flora e della fauna marina, sono solo alcuni dei danni causati dall'uomo a questo ambiente così unico. Come possiamo rimediare?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-vedere-il-reef-voglio-che-rimanga-nella-mia-bucket-list/">NATURE IS SPEAKING: Vedere il reef: voglio che rimanga nella mia bucket list.</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Io sono un’amante dei lungometraggi Disney, li ho visti tutti, anche quello che è uscito nel 2016, <strong>Oceania</strong>. Questo classico Disney parla di una giovane ragazza, Vaiana, che vive su un’<strong>isola polinesiana</strong>. Lei ha sempre avuto un legame speciale con <strong>il mare</strong>, e da sempre il suo spirito avventuriero ha fatto crescere in lei la voglia di attraversare <strong>la barriera corallina</strong>, il Reef, il punto in cui mare e cielo si incontrano, cosa che suo padre le ha assolutamente vietato di fare.</p>



<p>Ho deciso di iniziare questo nuovo articolo parlando di un cartone animato, per introdurvi al tema del nuovo video di <strong>Nature is Speaking </strong>: la barriera corallina, a cui dà la sua voce il bel vampiro della serie “The Vampire Diaries”, <strong>Ian Somerhalder.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Nature Is Speaking – Ian Somerhalder is Coral Reef | Conservation International (CI)" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/lVMV3StvLCs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="410" height="1024" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/04/Coral-Reef-text-410x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26836" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">The great barrier reef</h2>



<p>La <strong>barriera corallina australiana</strong>, con i suoi <strong>2200 km</strong> di estensione, è considerata l’organismo vivente più grande della Terra, tanto da essere visibile anche nello spazio e meritarsi l’appellativo di <strong>“Grande Barriera Corallina”</strong>. Ma il Reef australiano <strong>non è la sola formazione corallina</strong> del mondo, ma ne esistono tante altre e di diversi tipi. Infatti, i coralli possono formare delle <strong>barriere</strong>, come quella in Australia, degli <strong>atolli</strong>, come in Polinesia, e delle <strong>scogliere</strong>, come quelle tipiche del Mar Rosso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono i coralli?</h2>



<p>Diversamente da quanto possiamo immaginare, <strong>i coralli non sono delle piante marine</strong>, ma sono bensì degli <a href="https://www.icriforum.org/about-coral-reefs/what-are-corals">animali</a>. Appartenenti alla classe degli <em>Anthozoa, </em>nel phylum dei <em>Celenterati</em>, lo stesso delle meduse per intenderci. I coralli sono delle <strong>formazioni calcaree</strong> create dalla secrezione di <strong>carbonato di calcio</strong> da parte di piccoli animaletti acquatici, <strong>i polipi</strong> (ATTENZIONE: polipi non polpi) che danno forma a quelle <strong>strutture dure,</strong> semi-rocciose, che noi conosciamo come <strong>coralli.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una grande biodiversità</h2>



<p>Ma il reef <strong>non è abitato solo dai coralli</strong>, ma anche da moltissime altre <strong>specie animali </strong>e <strong>vegetali</strong> che lo rendono un ambiente unico, tra i <strong>più </strong><a href="https://www.science.org.au/curious/gbr-animals"><strong>biodiversi</strong></a><strong> al mondo</strong>, e di conseguenza è prezioso per la salute dei mari e dei suoi abitanti. Nel video, la barriera si autodefinisce <strong>la “nursery” del mare</strong>, che tradotto significa “l’infermeria” dei mari. Quel luogo in cui i pesci, piccoli e grandi, vanno per <strong>riposarsi, sfamarsi e nascondersi dai predatori</strong>, come fanno i <strong>pesci pagliaccio</strong> rifugiandosi tra i tentacoli urticanti degli anemoni, tra l’altro imparentati con i coralli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ruolo insostituibile</h2>



<p>Tuttavia, <strong>oltre a proteggere la fauna marina,</strong> sono fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio nell’ecosistema marino. Le barriere coralline aiutano a <strong>migliorare la qualità dell’acqua,</strong> grazie alla loro capacità filtrante. Sono <strong>importanti</strong> per la stabilità dei fondali marini, favorendo <strong>la crescita di alghe</strong> e altre piante marine che collaborano insieme, formando una <strong>barriera contro gli tsunami</strong> e le tempeste oceaniche. </p>



<p>Ci sono tantissime informazioni su internet circa le barriere coralline, ma i video sono sicuramente il modo più efficace e immediato. Per <strong>questo vi linko questo video di infografiche</strong> animate passatomi da Diana, realizzato da <strong>Vox</strong>, un sito di notizie in cui i giornalisti si impegnano in spiegazioni approfondite e semplici di ciò di cui stanno parlando.<br> Il video in questione è intitolato “<a href="https://www.youtube.com/watch?v=BO44JlAElXM">How dead is the Great Barrier Reef?</a>”, io l’ho guardato ed è davvero molto esaustivo. <br>È in inglese, ma sono presenti i sottotitoli cliccando sulla prima icona a sinistra di youtube.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove sono?</h2>



<p>Le barriere coralline <a href="https://coral.org/coral-reefs-101/coral-reef-ecology/geography/"><strong>non si trovano in tutti i mari del mondo</strong></a>, questo perché le condizioni di temperatura ed esposizione solare sono diverse. Infatti, <strong>i Reefs sopravvivono in acque abbastanza calde</strong>, con una temperatura media di <strong>25°</strong>, generalmente<strong> a est</strong> delle formazioni terrestri, dove le temperature sono più alte rispetto che ad ovest, ad una <strong>profondità massima di 45 metri</strong>. In questa situazione possono svolgere al meglio un altro compito fondamentale: assorbire la CO<sub>2</sub>.</p>



<p>Non solo gli alberi, <strong>ma anche il mare, o meglio i suoi abitanti, sono importanti per l’assorbimento dell’anidride carbonica. </strong>Gli oceani sono campioni nell’assorbire tutta quella che produciamo.</p>



<p>Insomma, le barriere coralline sono un po’ <strong>i supereroi del mare.</strong></p>



<p>E <strong>l’uomo</strong> e le sue attività sconsiderate, potrebbero essere il <strong>nemico</strong> in grado di sconfiggere questi supereroi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pericolo è di non vederle mai più</h2>



<p>È una notizia di qualche anno fa quella riguardante<strong> la morte di una parte della grande barriera corallina.</strong> Le cause sono tante, ma andiamo con ordine. Sappiamo che <strong>la vegetazione marina è in grado di assorbire la CO<sub>2</sub></strong>, ma se questa diventa <strong>troppa</strong> si assiste ad <strong>un’acidificazione</strong> delle acque, che, sommata all’<strong>aumento delle temperature</strong> dovuto al riscaldamento globale, porta allo <strong>sbiancamento dei coralli</strong>. </p>



<p>I <strong>colori</strong> accesi <strong>dei coralli</strong> sono dovuti alla <strong>presenza di piccole alghe</strong>, le <em>Zooxanthellae, </em>che forniscono <strong>energia</strong> ai coralli stessi grazie alla <strong>fotosintesi</strong>. Ma le temperature e l’acidità uccidono queste alghe, <strong>lasciano i coralli nudi</strong>, con solo il loro scheletro di carbonato di calcio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La morte del reef</h2>



<p>Ciò che sta facendo l’attività umana, è proprio causare <strong>la rottura di questa cooperazione tra polipi e alghe,</strong> che è fondamentale per la sopravvivenza della barriera corallina stessa.</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<p>Tuttavia, <strong>lo sbiancamento non implica necessariamente la morte dei coralli</strong>, che dipende da quanto tempo dura l’esposizione alle condizioni <strong>poco favorevoli alla loro crescita</strong> e sopravvivenza. Infatti, le<em> Zooxanthellae </em><strong>possono ritornare nei coralli in poche settimane,</strong> se la temperatura dell’acqua diminuisce rapidamente. Se ciò non accade, il <strong>corallo muore di fame</strong> o di qualche malattia. Il colore del corallo morto, è marrone, spento, l’opposto dei colori accessi e luminosi dei coralli vivi.</p>
</div></div>



<p>Nel 2016 è stato stimato che la maggior parte di <strong>coralli morti (26%) si trovasse nell’area nord</strong> della grande barriera corallina, dove comunque l’86% era gravemente in una fase di sbiancamento totale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Può non essere definitiva</h2>



<p>La natura però ha donato a questa specie poderosa, <strong>la capacità di rigenerarsi</strong>. Infatti, in un’area morta, se ci sono abbastanza <strong>pesci e altri animali “piluccatori”</strong> che mangiano i resti del corallo morto, <strong>le larve dei polipi</strong> possono ricolonizzare l’area e dar vita ad un nuovo Reef. <strong>È già successo.</strong> Infatti, dopo lo sbiancamento del 1998, parte della grande barriera corallina è riuscita a rigenerarsi.</p>



<p>Purtroppo, si tratta di una specie che cresce lentamente, <strong>circa 2 cm all’anno</strong>, perciò il processo di rigenerazione dei <strong>coralli morti nel 2017 potrebbe avvenire in circa 10 anni.</strong> Questo implica che in 10 anni non si devono verificare altri eventi di sbiancamento, e quindi di innalzamento delle</p>



<p>temperature dell’acqua. Evento che <strong>dipende</strong> esclusivamente <strong>da noi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nostro ruolo è importante</h2>



<p>Quanto più velocemente <strong>gli uomini impareranno a ridurre le emissioni</strong> di gas serra, tanto più <strong>aumenteranno le probabilità di sopravvivenza</strong> della barriera corallina.</p>



<p>Trattandosi di esseri naturali e quindi soggetti all’evoluzione<strong>, i coralli e le loro alghe potrebbero anche adattarsi alle nuove condizioni climatiche</strong>, ma potrebbero non essere più le stesse. Solo le specie più forti sopravvivrebbero e molte altre morirebbero, e <strong>non avremmo più la possibilità di vederle</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una battaglia da vincere</h2>



<p>Vorrei riprendere quanto detto dalla portavoce di Vox nel video sopracitato: <strong><em>ci siamo schierati contro le barriere coralline,</em></strong><em> ma la battaglia non è ancora finita, <strong>e possiamo ancora cambiare fazione.</strong></em> Possiamo decidere di combatter <strong>per </strong>il reef e i suoi abitanti, facendo qualcosa ogni giorno nel nostro piccolo per ridurre al minimo l’emissione di gas. <strong>Dobbiamo combattere contro chi ancora si rifiuta di credere ai cambiamenti climatici</strong>, perché ci sono, e si fanno sentire, ogni anno più forti.</p>



<p>Dobbiamo ricordarci ogni giorno, <strong>che noi abbiamo bisogno della natura</strong>, e perciò dobbiamo proteggerla. Lei non lo farà con noi, perché dell’uomo non ha bisogno.</p>



<p>Chi avrebbe bisogno di un inquilino maleducato?</p>



<p>Uno dei miei sogni di bambina, da quando ho visto Nemo, è sempre stato quello di visitare la barriera corallina e tutti i suoi abitanti. Ho intenzione di depennare questo desiderio dalla mia lista, per questo mi impegno in questa battaglia quotidianamente.</p>



<p>Anche voi avete il mio stesso sogno? Cosa credete sia meglio per preservare i nostri mari?</p>



<p>Fatemelo sapere con un commento qui sotto! Al prossimo video!</p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/Silvia-round-face-1.png" alt="" class="wp-image-26236" width="173" height="173"/><figcaption><strong>SILVIA ARBA</strong></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Leggi gli ultimi articoli:</h3>



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