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	<title>natura Archivi - Intelligenza Primitiva</title>
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	<description>Risveglia la tua Natura</description>
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	<title>natura Archivi - Intelligenza Primitiva</title>
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	<item>
		<title>NATURE IS SPEAKING: il messaggio della foresta per la giornata mondiale contro la desertificazione</title>
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					<comments>https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-foresta-vuole-essere-ascoltata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Arba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia e Biofilia]]></category>
		<category><![CDATA[Nature is speaking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo articolo dedicato ai video di Nature is Speaking. La foresta è martoriata, ma ha un messaggio per noi. Vogliamo ascoltarlo?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-foresta-vuole-essere-ascoltata/">NATURE IS SPEAKING: il messaggio della foresta per la giornata mondiale contro la desertificazione</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">17 giugno 2020: Giornata mondiale contro desertificazione e siccitÀ</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna di nature is speaking è partita nel 2014, ed è ormai mesi che ve ne sto parlando in questi articoli, ciascuno dedicato ad uno degli 11 video della serie. Ma forse dovrei correggermi: i video sono 12. L&#8217;ultimo è uscito nell’ottobre 2018, nel quale a parlare è <strong>la foresta</strong>, con la voce di Shailene Woodley. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attrice è nota ai più anche per le sue proteste ambientaliste e femministe, quindi è degna ambasciatrice del messaggio portato avanti da Conservation International.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho pensato che questa settimana fosse perfetta per parlarne, visto che domani è la<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.onuitalia.it/17-giugno-giornata-mondiale-contro-la-desertificazione/" target="_blank"> giornata internazionale contro la desertificazione</a> e la siccità, secondo il calendario ONU. Un problema che è direttamente connesso a quello della deforestazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E qui lascio la parola a Diana per un suo approfondimento!</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>IL MIO STILE DI VITA ANTI DESERTIFICAZIONE E SICCITÀ</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Eccomi qui! Sono Diana e irrompo nell&#8217;articolo della nostra Silvia per qualche affondo sul tema di oggi.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Clicca <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.un.org/en/observances/desertification-day" target="_blank">QUI</a></strong> per leggere la pagina dedicata a questa <strong>Giornata Internazionale sul sito web dell&#8217;ONU</strong> in inglese. Il tema di quest&#8217;anno è &#8220;<strong>Food, Feed, Fibres</strong>&#8220;, facendo riferimento a quanto la desertificazione e la siccità siano dovute al nostro stile di alimentazione, produzione industriale e tessile in particolare. Siamo tanti, troppi <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.dailymotion.com/video/x2dx1dq" target="_blank">secondo Jane Goodall</a>, la nota primatologa che ha studiato per anni gli scimpanzè in Africa. La nostra presenza massiccia sul pianeta, insieme con la crescita della richiesta di consumo di carne e di abbigliamento economico, spinge le poche grandissime multinazionali che monopolizzano la produzione di cibo e tessuti a politiche di sfruttamento del suolo e dei corsi d&#8217;acqua che distrugge le micro-economie locali dei Paesi emergenti (basate su micro attività agricole, oppure di pesca e allevamento), provocando <strong>salinizzazione dei suoli</strong> (attraverso l&#8217;uso massiccio di sostanze chimiche per sostenere l&#8217;agricoltura intensiva), <strong>erosione della parte fertile della terra</strong>, <strong>prosciugamento dei corsi d&#8217;acqua</strong> e riduzione delle risorse alimentari di fatto a disposizione delle popolazioni locali.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="282" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/06/aw_unccd_desertification_and_drought_day_logo_english_rgb-300x282.jpg" alt="" class="wp-image-26946"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Diciamo che <strong>molto probabilmente quello che abbiamo in dispensa in cucina oppure nell&#8217;armadio dei vestiti, con buona probabilità ha contribuito a questi fenomeni</strong>, anche se per noi sono lontani e praticamente inimmaginabili, per cui facciamo fatica a sentirci responsabili di questi fenomeni. In realtà li incoraggiamo ogni volta che acquistiamo qualcosa di cui non conosciamo la storia, e di cui non siamo sicuri che sia stato prodotto nel rispetto della Terra e delle persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>ABBIGLIAMENTO ETICO</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come possiamo farlo? Per abbigliamento ed accessori ti consiglio di cercare nel sito web &#8220;<a rel="noreferrer noopener" href="https://goodonyou.eco/" target="_blank">Good on You</a>&#8221; la marca che vuoi acquistare, e leggere la valutazione che gli esperti di questo sito hanno dato rispetto alla responsabilità sociale ed ambientale, e fare di conseguenza le tue scelte di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a questo, puoi <strong>prendere nota del nome dell&#8217;azienda di cui vuoi acquistare qualcosa (PRIMA di fare l&#8217;acquisto!) e fare una ricerca sul web del loro sito internet per verificare chi sono, i loro valori, cosa producono e soprattutto COME producono</strong>: di solito le aziende impegnate nella tutela dell&#8217;ambiente e dei diritti dei lavoratori hanno un codice etico o una carta dei valori, da cui puoi trarre le tue conclusioni in merito al loro stile di produzione. fatto quetso lavoro una volta, fatto per sempre! Troverai i tuoi brand preferiti e poi ti affezionerai a loro. Per me è stato così. Puoi anche leggere <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.eticamente.net/45598/abbigliamento-etico-ecologico-e-sano-ecco-la-lista-delle-aziende.html?cn-reloaded=1" target="_blank">questo articolo</a></strong> dove trovi molti riferimenti a produttori di abbigliamento etico, e puoi fare una ricerca web mettendo nel tuo motore di ricerca &#8220;Abbigliamento etico&#8221;: scoprirai un mondo di persone dedite a creare vestiti rispettosi della tua salute e di quella della Terra!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine il mio invito a guardare <strong><a href="https://vimeo.com/ondemand/truecost/214851872" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The True Cost</a></strong>: un film &#8211; documentario che ti racconta tutto quello che c&#8217;è dietro l&#8217;industria della Fast Fashion (leggi Zara, Mango, H&amp;M e simili), cioè produttori di vestiti a basso costo, il cui vero prezzo viene pagato dalla natura e dalle persone che producono quegli abiti senza tutela della propria salute&#8230; e spesso della propria stessa vita.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/06/the-true-cost-movie-1.jpg" alt="" class="wp-image-26949" width="500" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/06/the-true-cost-movie-1.jpg 1024w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/06/the-true-cost-movie-1-980x551.jpg 980w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/06/the-true-cost-movie-1-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>CIBO ETICO</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per il cibo</strong>, ti consiglio di comprare più possibile a <strong>km 0</strong> (ai mercati rionali degli agricoltori della tua zona, per esempio), <strong>cibo non confezionato ma sfuso</strong> (in modo da evitare rifiuti di plastica, carta o altro, con conseguente risparmio per le risorse della Terra), se possibile <strong>biologico</strong> (il che significa che la Terra non è stata violentata per produrlo). Se devi proprio acquistare cibo confezionato, inizia a studiare le marche che vorresti comprare. Prendi nota del nome dle produttore, e vai a vedere su internet se ci sono articoli che parlano della loro condotta sociale ed ambientale, o se hanno un sito web dove dichiarano i propri impegni e le proprie azioi a difesa della natura e dei diritti dei lavoratori. Non trovi nulla? Valuta tu il da farsi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Io nel tempo ho selezionato le mie marche preferite, e ho fatto questo lavoro una volta e poi mai più (devo dire che acquisto quasi tutto Biologico, andando presso due aziende agricole Bio: <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.castelcerreto.com/" target="_blank">Cascina Pelesa</a> (qui dietro casa mia a Castel Cerreto), e una a Calvenzano, in provincia di Bergamo (si chiama <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.google.com/maps/place/Az.+Agricola+vegeta/@45.4888724,9.6069858,16z/data=!4m13!1m7!3m6!1s0x47813630296e9021:0x16614613ca0b828!2sVia+Misano,+24040+Calvenzano+BG,+Italia!3b1!8m2!3d45.4903464!4d9.6038311!3m4!1s0x47813745541650a5:0xa0cec498fd052511!8m2!3d45.4874407!4d9.6144694?hl=it" target="_blank">Azienda Agricola Vegeta</a></strong>, in Via Misano, subito dopo la Cascina dei Frati). Qui compro la maggior parte della frutta e della verdura, tutto l&#8217;anno (quando mio papà ha l&#8217;orto attivo, d&#8217;estate, faccio la spesa da lui ovviamente!). E per tutto il resto vado da NaturaSì (pasta, riso, semi e cereali vari). Non ho bisogno di altro. Forse può anche essere utile rivalutare cosa compri, e vedere se proprio tutto quello che compri ti serve, o puoi farne a meno. Ti consiglio anche di leggere l&#8217;articolo apparso su Internazionale: <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2018/11/19/prezzo-occulto-cibo" target="_blank">Il prezzo occulto del cibo a basso costo</a></strong> per scoprire chi paga davvero il prezzo del cibo low cost che si trova nei supermercati (la risposta non ti farà piacere, un ulteriore invito alla tyua responsabilità ogni volta che scegli di dare i soldi a qualcuno).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>E ora&#8230; di nuovo la parola a Silvia! E&#8230; a Shailene Woodley. </em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Shailene Woodley dà voce alla foresta</h2>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Nature Is Speaking: Shailene Woodley is Forest" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/LyzOq40rpwQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="410" height="1024" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/04/The-Forest-Text-1-410x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26819"/></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Una voce saggia e antica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Shailene Woodley ha 27 anni, e ma dà la voce ad un ambiente naturale che, invece, trasporta con sé un&#8217; <strong>antica saggezza </strong>che gli uomini hanno disimparato ad ascoltare. Fermiamoci per un secondo a pensare cosa sappiamo veramente sulla foresta, sui suoi abitanti, sugli alberi che le danno vita. Se cerchiamo in un vocabolario qualsiasi, la foresta viene definita come “<strong>insieme di piante arboree distribuite su una vasta superficie di terreno</strong>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguendo nel nostro “ripasso” sulle foreste, una domanda spontanea potrebbe sorgere: “ok ho capito cosa sono le foreste, ma che differenza c’è con i boschi?”. E&#8217; una cosa che mi sono sempre chiesta anche io, a cui ho saputo rispondere solo recentemente grazie alle attività di Diana sul Forest coaching (clicca <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/forest-coaching-corso-gratuito-online-5-7-18/">qui </a>per saperne di più!), che mi hanno permesso di approfondire le mie conoscenze al riguardo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, ho scoperto che bosco e foresta si distinguono essenzialmente in base all’estensione e al tipo di vegetazione. Il bosco è una superficie di terreno ricoperta da alberi d’alto fusto, la cui crescita è controllata dall’uomo per diverso scopi, sia commerciali che turistici. La foresta invece è un’area in cui gli <strong>alberi crescono spontaneamente, senza che l’uomo interferisca.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho fatto questo discorso pseudo-didattico per introdurci al vero nocciolo della questione: siamo sicuri che le superfici ricoperte dalle foreste siano ancora così ampie come dice la definizione?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La foresta oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le foreste ricoprono quasi il 30% di tutta la superficie terrestre</strong>, quindi circa 153 milioni di kmq. Considerando che negli ultimi 30 anni sono stati persi, causa deforestazione, 129 milioni di ettari (equivalenti a 1290000 kmq) significa che quasi l’1% delle foreste totali non esiste più. Si potrebbe pensare che sia un numero molto esiguo, alla fine 1% può non sembrare un valore allarmante. Invece dovrebbe spaventarti perché è stato raggiunto in poco meno di 30 anni, con una rapidità pazzesca se si pensa ai valori della prima metà del secolo scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli ultimi <a href="https://www.conservation.org/priorities/forests">dati</a> riportati da Conservation International ogni anno nel mondo si perdono 8 milioni di ettari di foreste tropicali, equivalenti allo stato del North Carolina, per intenderci, un’area paragonabile a tutto il nord Italia più la Toscana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché tutto ciò accade</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua storia, l’uomo ha sempre <strong>sfruttato gli alberi come fonte</strong> da cui trarre legname per l’edilizia, per il riscaldamento o per la costruzione di mezzi di trasporto. Quello che è cambiato negli ultimi 50 anni è l’intensità di questo sfruttamento, e la totale <strong>assenza di strategie di riqualificazione</strong> delle aree disboscate per permetterne la ricrescita, il ripopolamento da parte della natura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Semplicemente si è proseguiti nel continuo abbattimento di aree verdi senza pensare alle conseguenze. Tipico errore dell’ultima evoluzione dell&#8217;uomo: <strong>da homo sapiens sapiens a homo consumistis</strong> (sperando di aver azzeccato la declinazione latina).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La principale causa della deforestazione è da imputarsi all’agricoltura. Infatti, citando <a rel="noreferrer noopener" href="https://blog.conservation.org/2016/10/in-palm-oil-liberia-sees-economic-boom-but-forests-may-lose/?_ga=2.89783515.1359446269.1540032764-1303613097.1539771182" target="_blank">questo articolo </a>, l’80% degli eventi di disboscamento è dovuto all’<strong>espansione non sostenibile dei terreni destinati alle colture intensive</strong>. Un esempio molto noto, che ha fatto molta presa anche sui media fino a poco tempo fa, è quello delle <strong>palme da olio</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Paradossalmente, lo “scandalo” (se così può essere chiamato) sull’olio di palma è nato intorno ad una presunta tossicità del suddetto olio per la nostra salute. In realtà il nocciolo della questione era tutt’altro. Il problema dell’uso diffusissimo di questo prodotto nell’industria alimentare sta avendo un <strong>serio impatto ecologico sulle foreste pluviali </strong>di tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è l’isola di Sumatra, un tempo una foresta galleggiante nell’oceano indiano, adesso dilaniata dalla furia umana, che negli ultimi vent’anni ha causato la perdita di milioni di ettari di alberi, con non pochi effetti sulla biodiversità dell’isola.&nbsp; A farne le spese sono specie simbolo dell’isola e della sua varietà zoologica, tigri ed oranghi, specie considerate dal <a href="https://www.wwf.it/orango/">WWF</a> ad altissimo rischio di estinzione. Volevo condividere con voi <a href="https://www.youtube.com/watch?v=iv5jsSkJqbA">questo video-denuncia</a> di Greenpeace, in cui in modo diretto, oserei dire crudo, fanno capire quanto il mondo consumista, con i suoi vizi e il suo egoismo, sia l’artefice della morte di milioni di animali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un po’ di chiarezza</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’olio di palma</strong> è un acido grasso insaturo di origine naturale, usato nell’industria alimentare come additivo. Viste le sue proprietà organolettiche, oltre che per l’economicità della sua produzione, negli ultimi <strong>50 anni è diventato il perfetto sostituto di altri acidi grassi</strong>. Come tutti gli acidi grassi saturi, una sua eccessiva assunzione può avere effetti dannosi sulla salute, soprattutto a livello cardiovascolare, potendo far aumentare i livelli di colesterolo e di conseguenza i rischi di ammalarsi di aterosclerosi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, come  molte meta-analisi scientifiche hanno dimostrato, <strong>non esiste una specifica tossicità dell’olio di palma per l’uomo</strong>. I suoi effetti negativi sulla salute sono quelli che si conoscono da sempre. Come si legge in questo <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2481_allegato.pdf" target="_blank">documento </a>del 2016 del ISS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, appurato che <strong>l’olio di palma non ha effetti sulla salute</strong>, lo stesso, purtroppo non si può dire <strong>per la salute del pianet</strong>a. Infatti l’aumento esponenziale della richiesta industriale di olio di palma ha portato, ad una crescita insostenibile del tasso di disboscamento. L’effetto si vede soprattutto in quei paesi in via di sviluppo, <strong>la cui unica fonte di entrate sono le foreste naturali che possono essere sfruttate dagli investitori stranieri</strong>, pronti a pagare molti soldi pur di piantare palme da olio. A discapito della flora e della fauna locali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è la Liberia, paese dell’Africa occidentale, le cui foreste sono resistite alla minaccia degli abbattimenti rispetto a quelle dei paesi confinanti.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la loro esistenza potrebbe non essere più garantita per il futuro. Il governo liberiano vede nello sviluppo del commercio di olio di palma una grande opportunità per la propria <strong>crescita economica</strong>, a <strong>svantaggio delle foreste</strong>. Infatti, oltre ad essere un polmone della Terra, a livello locale risultano importanti per la biodiversità, per il potenziale ecoturistico e per ricavare prodotti di falegnameria (fonte <a href="https://blog.conservation.org/2016/10/in-palm-oil-liberia-sees-economic-boom-but-forests-may-lose/?_ga=2.89783515.1359446269.1540032764-1303613097.1539771182">qui</a>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conseguenze della deforestazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Terra è un pianeta la cui sopravvivenza è basata su equilibri dinamici tra i numerosi ecosistemi esistenti</strong>, che sono, allo stesso tempo, estremamente sensibili. Anche il più leggero spostamento verso uno o l&#8217;altro estremo, rischia di avere effetti disastrosi.<br>La perdita dell’1% delle foreste esistenti ne è un esempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La deforestazione è infatti uno dei principali motivi dell’aumento delle temperature dell’atmosfera terrestre, e di conseguenza, del cambiamento climatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi non lo sapesse infatti, il terreno dove le piante penetrano con le loro radici, è uno dei grandi serbatoi di carbonio terrestri. Sul suolo si depositano i residui organici derivati dalla morte degli animali o dei vegetali, permettendo così l’accumulo di carbonio che può essere sfruttato come fonte di energia dagli organismi che vivono nel suolo.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di <strong>fatto nel terreno si stabilisce un equilibrio tra quantità di carbonio trattenuto e carbonio emesso</strong>, che negli ultimi anni ha subito un netto spostamento verso la seconda condizione. E&#8217; così che le foreste sono diventate degli emettitori di carbonio nella sua forma bi-ossidata: la CO<sub>2</sub>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo uno <a href="https://www.focus.it/ambiente/ecologia/foreste-tropicali-da-serbatoi-a-emettitori-di-co2">studio pubblicato</a> su Science e riportato da Focus, le regioni verdi dei tropici emettono più anidride carbonica in un anno di quanto non facciano i mezzi su strada degli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’origine di tutto questo, si trova in primis la cosiddetta tecnica del “taglia e brucia” che implica l’appiccamento volontario di incendi su aree delimitate, per renderle fertili con la cenere generata dalle piante tropicali “sacrificate” per questo scopo. Inoltre, il disboscamento determina anche lo sradicamento degli alberi dal suolo, portando <strong>quindi tutto il contenuto di quest’ultimo all’aria aperta, anidride carbonica inclusa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, se consideriamo il fatto che deforestazione significa eliminazione di alberi, che notoriamente sono gli organismi viventi in grado di convertire la CO2 in O2 respirabile, <strong>si sta creando una situazione altamente disequilibrata</strong>, poiché la produzione di CO2 aumenta, ma il numero di alberi no.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La soluzione la natura ce l’ha data</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La specie umana è composta, in parte, da individui a cui può non importare molto del mondo in cui vivono, ma alla maggioranza, in realtà, importa eccome. Numerosi scienziati stanno cercando da anni <strong>nuove tecnologie per limitare le emissioni di CO2</strong>.Molte funzionano e sono già in uso (un esempio a caso: le auto elettriche).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Però ci dimentichiamo che <strong>la soluzione spesso va cercata nelle cose semplici</strong>, senza stare a fare calcoli matematici complicati. A volte può capitare che la nostra intelligenza sia sopravvalutata, e questo ci fa allontanare dalla fonte delle soluzioni, che frequentemente si rivela essere proprio la natura. Come già detto, le foreste tropicali sono note per essere delle efficienti sequestratrici di anidride carbonica. Quindi,<strong> applicando dei piani di riforestazione e agricoltura sostenibile,</strong> si potrebbero ristabilire gli equilibri necessari a riportare i vari ecosistemi in una situazione di normalità. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cominciamo ad agire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio è la Cina ,che nonostante sia considerata una delle nazioni più inquinanti, ha preso sul serio il suo impegno di ridurre le emissioni. La Cina è promotrice di un&#8217; <strong>intensiva campagna di ripopolamento boschivo per il quali sono stati investiti milioni di dollari</strong> negli ultimi 7 anni. Dal 2013 ad oggi, il governo cinese ha ricreato più <a href="https://www.focus.it/ambiente/ecologia/cina-foreste-area-grande-italia">di 300000 kmq di foreste</a>, una superficie grande quanto l’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dicembre del 2015, è stato firmato da 195 paesi l’accordo di Parigi. Nel trattato è previsto anche il cosiddetto piano REDD+ (Reduced Emissions from Deforestation and Forest Degradation), un piano d’azione da seguire per preservare, proteggere e ripopolare le aree verdi in tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse, prendendo ispirazione dalla Cina, potremmo presto vedere il tasso di deforestazione abbassarsi per la prima volta dal suo inizio massivo con la rivoluzione industriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La foresta comunica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultima parte di questo lungo articolo ( non sono riuscita a trattenermi!) vorrei che fosse un po’ meno ecologista e un po’ più biofilica (ricordi la biofilia? Ne parlavo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/biofilia-lamore-per-la-natura-e-nel-nostro-dna/">qui</a>). Perciò ho deciso di parlarvi degli studi di Suzanne Simard, una docente di ecologia forestale all’Università della British Columbia, famosa per i suoi studi sulla comunicazione tra gli alberi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lei ha scoperto infatti come alcune specie di alberi creano una rete di comunicazione sotterranea, formata dalla micorrize (associazione di radici e funghi microscopici). Grazie ad esse possono comunicare e  scambiarsi sostanze organiche e non, così da fornire nutrimento a quegli alberi che sono sprovvisti di tal molecole. Sotto agli alberi che sono più ricchi di questi elementi, si creano dei nodi di micorrize più grandi, che prolungandosi, ampliano la rete di comunicazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mother trees</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Questi alberi vengono chiamati dalla <strong>Simard “alberi madre”.</strong> Gli alberi madre permettono a quelli più piccoli, o deboli di sopravvivere e, sacrificando le loro energie, creano lo spazio per far nascere nuove piante. Se gli alberi madre muoiono, o vengono sradicati, inviano dei segnali agli alberi figli su come “imparare” a ricreare questa rete per la sopravvivenza. Trasmettono letteralmente la saggezza ai propri “figli”. Ma se a morire sono tanti alberi madre, beh, il sistema crolla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Simard lo dice chiaramente nel suo Ted Talk&nbsp; (che potete vedere cliccando <a href="https://www.ted.com/talks/suzanne_simard_how_trees_talk_to_each_other/transcript?source=tumblr&amp;language=it">qui</a>), e con questo concludo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Un eccessivo disboscamento colpisce i cicli idrogeologici, degrada gli habitat della fauna selvatica ed emette gas serra,</em> <em>creando ulteriore disturbo e moria di alberi. </em><br><br><em>Tuttavia, il prelievo di uno o due “alberi madre” da una</em> <em>foresta, è tollerabile ma non bisogna oltrepassare il limite</em>.  G<em>li alberi madre  sono come dei perni in un aeroplano.</em></p><p><em>Togliendone uno o due, l’aeroplano continuerà a volare, ma eliminandone troppi, come quelli che tengono le ali al loro posto, l’intero sistema crollerebbe.</em></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Simard afferma che non è necessario abolire il taglio degli alberi ma bisogna salvarne il lascito, affinché attraverso le reti, il legno, i geni, possano trasmettere la loro saggezza alle successive generazioni di alberi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando pensiamo alle foreste, adesso sappiamo che non sono semplicemente un insieme di alberi ma sistemi complessi capaci di un enorme potere di auto-guarigione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riflettendoci, è come se sradicando un albero ne stessimo eliminando un’intera stirpe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi lascio con una domanda:<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vogliamo veramente che la nostra generazione venga ricordata come la distruttrice del pianeta?</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/Silvia-round-face-1.png" alt="" class="wp-image-26236" width="173" height="173"/><figcaption><strong>SILVIA ARBA</strong></figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-foresta-vuole-essere-ascoltata/">NATURE IS SPEAKING: il messaggio della foresta per la giornata mondiale contro la desertificazione</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
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		<title>NATURE IS SPEAKING: La voce degli oceani</title>
		<link>https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-voce-degli-oceani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Arba]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia e Biofilia]]></category>
		<category><![CDATA[Nature is speaking]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza primitiva]]></category>
		<category><![CDATA[ispirazione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[nature is speaking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un altro articolo dedicato alla serie di video Nature is Speaking. L'oceano, con la voce di Harrison Ford, dà una lezione agli uomini, che considerano il mare come la loro pattumiera. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-voce-degli-oceani/">NATURE IS SPEAKING: La voce degli oceani</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Oggi, 8 giugno, come ogni anno si festeggia la giornata internazionale degli oceani. Perciò credo che non ci sia momento migliore per parlarvi del video di <em>Nature is speaking </em>in cui a prendere la <strong>parola è proprio l’oceano</strong>, con la voce di Harrison Ford.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Nature Is Speaking – Harrison Ford is The Ocean | Conservation International (CI)" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/rM6txLtoaoc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="341" height="1024" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/04/Ocean-Text-1-341x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26812" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Oceani e mari da salvare</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il titolo di questo mini-paragrafo è ispirato alla campagna di Sky “<strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://tg24.sky.it/ambiente/sky-un-mare-da-salvare.html" target="_blank">Un mare da salvare</a></strong>”, partita all’inizio del 2017 con lo scopo di sensibilizzare sulla salvaguardia dei mari e sulle <strong>conseguenze</strong> provocate dalla <strong>plastica</strong> sull’ecosistema marino, e anche sulle nostre vite. Secondo <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.unenvironment.org/" target="_blank">l’UNEP </a>(United Nations Environment Programme) ogni anno finiscono nelle acque di tutto il mondo <strong>8 milioni di tonnellate di plastica</strong>, e molti sostengono che, se questo ritmo non diminuirà, nel 2050 nei mari ci sarà <strong>più plastica che pesce</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno scenario apocalittico. La quantità di plastica negli oceani è tale che si sono formate delle vere e proprie <strong>isole di rifiuti di plastica</strong>, le cosiddette <em>Garbage Patch</em> e la più grande si trova nell’oceano Pacifico (la cosiddetta <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/watch?v=vrPBYS5zzF8" target="_blank">Pacific Garbage Patch</a>)  e la sua crescita non sembra fermarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non riguarda solo noi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’oceano è <strong>l’elemento fondamentale</strong> del grande mondo che è l’ecosistema marino. Se immaginiamo l’ecosistema come una casa, l’oceano è il suo <strong>muro portante</strong>, se crepato rischia di cadere, e con lui tutta la casa. Un ecosistema è basato sull’ equilibrio dinamico tra le comunità che lo popolano, che interagiscono reciprocamente scambiandosi energia.<br><br>Se anche solo un piccolo elemento di questo delicato equilibrio venisse a mancare, tutto <strong>l’ecosistema ne risentirebbe</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi immaginate gli effetti che potrebbe avere se l’elemento danneggiato fosse quello più importante. I primi a scontarne i danni sono proprio gli abitanti dell’ecosistema<strong>. Pesci, alghe, coralli, delfini, tartarughe</strong>, tutti loro stanno già pagando per la nostra inciviltà, ingerendo quantità di plastica scambiate per cibo, muoiono per soffocamento o per intossicazione. Di fatto gli oceani sono i più grandi ecosistemi acquei, la cui ricchezza deriva proprio dalla diversità delle specie che lo abitano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa succederebbe se tutti gli animali che vivono lì, no ci fossero più? Sarebbe solo un enorme bacino d’acqua senza vita, senza uno scopo. Ma finché questo non ci tocca direttamente, non dovremmo preoccuparcene, no?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando i pesci non sono considerati animali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è spesso capitato di parlare con persone che si professavano <strong>vegetariane</strong>, ma tuttavia l’unica carne che non mangiavano era quella dei mammiferi, ai pesci non rinunciavano, <strong>come se non fossero animali</strong>. Probabilmente a queste persone faceva più tenerezza e impressione immaginarsi un capretto ucciso piuttosto che un pesciolino agonizzante su un barcone di pescatori. Ma <strong>i pesci</strong>, come tutti gli esseri viventi, <strong>soffrono</strong> quando sono prelevati brutalmente della loro vita, ma noi siamo <strong>troppo distanti dal loro mondo subacqueo</strong> per rendercene conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, la scienza negli ultimi decenni ha approfondito notevolmente le nostre conoscenze sugli abitanti del mare, venendo a scoprire anche i modi con cui i pesci hanno modo di comunicare tra loro, e anche che rilasciano ormoni dello stress e della paura, proprio come noi. Ma <strong>l’industria ittica </strong>è ancora lontana da capirlo, e continua a operare indiscriminatamente nei mari, pescando anche con tecniche vietate dalla legge o in <strong>periodi in cui la pesca è vietata.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riportato dal sito <strong>di AnimalEquality,</strong> un’associazione autrice di un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=-MXzQ_YyUvI">crudo reportage</a> sul trattamento dei pesci nei mari italiani, i pesci sono gli esseri viventi che muoiono in maggiori quantità a causa dell’uomo. Se il mercato del pesce non si renderà conto del danno che sta provocando al mare italiano, nel <strong>2048 il mediterraneo potrebbe diventare deserto</strong>, un mare silenzioso. Stiamo parlando di un evento che potrebbe verificarsi tra soli 30 anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il paradosso</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa che mi stupisce di più è che si è iniziato a parlare di plastica negli oceani solo nel 2018! Quando ormai la situazione è <strong>insostenibile</strong>. Abbiamo inquinato i nostri mari per decenni, senza porci mai delle domande sulle <strong>conseguenze</strong> dei nostri gesti. Adesso il problema terrorizza tutti, perché con la scoperta che le <strong>microplastiche</strong> permangono nel corpo dei pesci che noi mangiamo, tutti sono a rischio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima o poi avremmo dovuto pagare per le nostre azioni. A pensarci bene, non è un <strong>paradosso</strong> che noi peschiamo pesci di cui ci <strong>nutriamo</strong> dallo stesso mare o oceano che abbiamo contribuito ad <strong>inquinare</strong>?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Mi avvelenano, poi si aspettano che gli dia da mangiare</em>.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ci dice l’oceano nel video. Come dargli torto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Siamo parte di questo mondo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, forse è proprio questo nostro considerarci <strong>intoccabili</strong> che ci sarà fatale. Perché noi <strong>non siamo diversi</strong> dagli altri animali, facciamo parte anche noi <strong>dell’ecosistema</strong> e qualsiasi sua alterazione, provoca degli effetti a catena con cui, prima o poi, dovremo avere a che fare. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo un semplice ragionamento. Abbiamo gettato nei mari e negli oceani ogni tipo di scarto, considerandoli come dei cestini della spazzatura. Questi scarti nei decenni, si sono degradati fino a diventare, malauguratamente, cibo per pesci. Noi quei pesci ce li siamo mangiati, e continuiamo a farlo, mettendo a rischio la nostra stessa salute. Ecco, il <strong>cerchio</strong> <strong>che si chiude</strong>. Noi danneggiamo la natura, e lei ci ritorna quello che le diamo. <br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Tutto ciò che dai, poi torna indietro”</strong> dice il karma, e secondo me in questo caso ci ha azzeccato in pieno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cambiare rotta</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando dico che possiamo <strong>fare qualcosa</strong> per non peggiorare la situazione, non intendo dire che dobbiamo diventare degli attivisti e cominciare a partecipare a qualsiasi tipo di iniziativa per sentirci meno in colpa. Ad esempio, so di belle iniziative organizzate da enti come Legambiente che ti permettono di passare una settimana o due al mare, periodo durante il quale ti offri come volontario per pulire le spiagge. Ma se non puoi parteciparci per altri motivi, o anche non vuoi andarci, <strong>non è detto che non puoi fare niente</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estate scorsa ero al mare, e mentre ero in acqua ho visto che c’erano diversi tappi di bottiglia che mi galleggiavano intorno. Dopo un breve <strong>momento di rabbia</strong> per aver visto il mio amato mare sporcato da qualche maleducato, ho raccolto i tappi e sono andata a buttarli nell’apposito cestino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non ho mai partecipato a iniziative come quelle sopracitate, ma questo non mi fa sentire meno attiva nella battaglia contro l’inquinamento dei mari. Questo intendo quando, anche negli articoli precedenti, dico che è <strong>necessario agire</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che nella vita di tutti i giorni, anche se non viviamo al mare, possiamo fare qualcosa per salvarlo. Vi lascio scritti qui sotto 3 semplici consigli che io pratico quotidianamente. Ne trovato altri nel mio articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/young-green-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Young and Green</a>!<br>Poi ditemi se vi sono stati utili e soprattutto datemene voi degli altri! ?<br></p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Non usare più prodotti usa e getta</li><li>Seguire il principio delle 3 R per i vestiti: reindossare, riutilizzare, riciclare</li><li>Se vedo qualcuno che getta qualcosa per terra o non lo getta nel cestino giusto, glielo faccio notare (gentilmente)</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/Silvia-round-face-1.png" alt="" class="wp-image-26236" width="173" height="173"/><figcaption><strong>SILVIA ARBA</strong></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Leggi gli ultimi articoli:</h3>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-madre-natura-chiama-risponderai/">NATURE IS SPEAKING: Madre Natura chiama, risponderai?</a></li><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/intelligenza-collettiva-risorse-gratuite-di-benessere-e-cura-di-se/">NATURE IS SPEAKING: La forza dei fiori</a></li><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/ritroviamoci-nel-labirinto/">Ritroviamoci nel labirinto</a></li><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/cosa-e-terrapsychology-terrapsicologia/">Cosa è “Terrapsychology” (Terrapsicologia)?</a></li><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/virus-homo-biomimicry-virus-ed-esseri-umani/">Homo Virus: biomimicry, virus ed esseri umani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>NATURE IS SPEAKING: La forza dei fiori.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Arba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia e Biofilia]]></category>
		<category><![CDATA[Nature is speaking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo articolo dedicato ai video di Nature is Speaking. Lupita Nyong'o è il fiore, elemento naturale tanto piccolo quanto essenziale per la vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/">NATURE IS SPEAKING: La forza dei fiori.</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Lupita Nyong’o è il Fiore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se dovessi immaginare un <strong>fiore parlante</strong>, avrebbe la voce di una donna, sicura di sé, vanitosa, consapevole che chiunque cadrebbe ai suoi piedi.      Nel video di Nature is speaking è <strong>Lupita Nyong’o</strong>, la bella attrice keniota, a dar <strong>voce al fiore</strong>, un elemento immancabile per la <strong>vita</strong> sulla Terra.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/lupita-2-855x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26926" width="300" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/lupita-2-855x1024.jpg 855w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/lupita-2-480x575.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 855px, 100vw" /><figcaption>Origine della Foto: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.forbes.com/sites/rachelkramerbussel/2019/04/24/lupita-nyongo-sulwe-childrens-book-colorism/" target="_blank">Forbes</a>.</figcaption></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">I fiori nelle nostre vite</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I fiori ci <strong>accompagnano</strong> nella nostra vita quotidiana da sempre. Ci aiutano nelle nostre relazioni sociali, dandoci man forte quando dobbiamo mandare un <strong>messaggio</strong> che non avremo mai il coraggio di dare a voce. <strong>Un ti amo, un mi dispiace.</strong> Siamo umani, e spesso ci facciamo prendere dalla paura o dall’orgoglio. I fiori ci danno la loro <strong>audacia</strong>. Li usiamo per abbellire le nostre case, rendendole così più vivibili, e noi ci prendiamo <strong>cura di loro</strong>, proteggendoli dalla pioggia battente e dando loro l’acqua necessaria per sopravvivere (quando sono fortunati e si trovano nella casa di un pollice verde).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando pensiamo ai fiori, <strong>quali ci vengono in mente</strong>? Gerani, orchidee, calle, peonie. Tutti fiori da arredamento. Ma in realtà i fiori sono più di semplici soprammobili.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Nature Is Speaking – Lupita Nyong&#039;o is Flower | Conservation International (CI)" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/0_OxI2JZex4?start=22&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe> 
</div></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="410" height="1024" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/04/Flower-Text-410x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26800"/></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è veramente un fiore?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ripassiamo un po’ di <strong>botanica</strong>. Il fiore è scientificamente inteso come <strong>l’organo riproduttivo</strong> di quelle piante facenti parte della divisione delle Angiosperme, che letteralmente significa “<strong>piante che si riproducono grazie ai fiori</strong>”, e rappresentano le piante più evolute.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non siamo così diversi da loro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Probabilmente siamo più abituati a paragonarci agli animali piuttosto che ai fiori. Ma in realtà, <strong>abbiamo qualcosa in comune</strong>, dopotutto deriviamo dallo stesso progenitore ancestrale (sto parlando del Last Unknown Common Ancestor, cioè <strong>LUCA</strong>, di cui ho già accennato in un precedente articolo che potete leggere <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/biofilia-lamore-per-la-natura-e-nel-nostro-dna/">qui</a>). Infatti, i fiori <strong>si riproducono in maniera sessuata</strong>, proprio come noi umani. Ci sono fiori che possono avere solo organi <strong>maschili</strong>, noti come stami, altri solo <strong>femminili</strong>, i pistilli, oppure ci sono fiori <strong>ermafroditi</strong> che li possiedono entrambi contemporaneamente. La fecondazione avviene quando i gameti maschili, contenuti nel <strong>polline</strong>, raggiungono quelli femminili, gli <strong>ovuli</strong>, che si trovano nel <strong>gineceo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa immagina l&#8217;artista gioca appunto con la somiglianza fra organi riproduttivi vegetali e umani, e più sotto trovi anche immagini scientifiche che li ritraggono in dettaglio.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/angiosperme-organi-riproduttivi-femminili.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="819" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/angiosperme-organi-riproduttivi-femminili.jpg" alt="" data-id="26930" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/angiosperme-organi-riproduttivi-femminili/" class="wp-image-26930" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/angiosperme-organi-riproduttivi-femminili.jpg 640w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/angiosperme-organi-riproduttivi-femminili-480x614.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 640px, 100vw" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/flower-feminine-sticker-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="564" height="564" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/flower-feminine-sticker-1.jpg" alt="" data-id="26931" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/flower-feminine-sticker-1/" class="wp-image-26931" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/flower-feminine-sticker-1.jpg 564w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/flower-feminine-sticker-1-480x480.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 564px, 100vw" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/flower-uterus-2-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="842" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/flower-uterus-2-1.jpg" alt="" data-id="26932" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/flower-uterus-2-1/" class="wp-image-26932" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/flower-uterus-2-1.jpg 800w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/flower-uterus-2-1-480x505.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 800px, 100vw" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/pollen-pollination-flowering-plants-anther-transfer-Reproduction.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/pollen-pollination-flowering-plants-anther-transfer-Reproduction.jpg" alt="" data-id="26933" data-full-url="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/pollen-pollination-flowering-plants-anther-transfer-Reproduction.jpg" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/pollen-pollination-flowering-plants-anther-transfer-reproduction/" class="wp-image-26933" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/pollen-pollination-flowering-plants-anther-transfer-Reproduction.jpg 700w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/pollen-pollination-flowering-plants-anther-transfer-Reproduction-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" /></a></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Fonti delle immagini, a partire da quella in alto a sinistra e procedendo in senso orario: <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.reddit.com/r/exchristian/comments/69m8s5/remember_just_because_the_human_female/" target="_blank">Foto in alto a sinistra</a>, <a href="https://heyemilydee.shop/collections/stickers/products/lady-parts-sticker" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Foto in alto al centro</a>, <a href="https://codexanatomy.com/products/uterus-anatomy-floral-watercolor-white" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Foto in alto a destra</a>, <a href="https://www.britannica.com/science/ovary-plant" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Foto grande centrale</a>.</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ma sapete da chi dipendono i fiori per riprodursi? </p><p><strong>Dall’ambiente</strong> stesso in cui si trovano.</p><p>L’incontro tra polline e ovulo, avviene grazie al vento, o agli insetti, o anche dell’uomo, che del tutto casualmente permettono lo sviluppo di <strong>nuovi semi</strong>, che spargendosi, daranno <strong>origine ad altri fiori.</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La natura è fantastica non credete anche voi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sappiamo fin da piccoli…</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi i fiori sono <strong>molto di più</strong>. Lo diceva anche una vecchia canzoncina per bambini, col testo di Gianni Rodari: “<strong>ci vuole un fiore per fare un tavolo</strong>”. Perché? Beh, perché…</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-left is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Per fare il tavolo, ci vuole il legno<br>per fare il legno ci vuole l’albero<br>per fare l’albero ci vuole il seme<br>per fare il seme ci vuole il frutto<br>per fare il frutto ci vuole un fiore<br>per fare un tavolo ci vuole un fiore</em></p></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Una curiosità sui fiori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sappiamo bene che la <strong>natura non lascia mai niente al caso</strong>. E noi uomini siamo bravi a studiare questa apparente casualità, individuandone le leggi e le interazioni che la regolano. Non è un caso infatti, <strong>che i fiori abbiano spesso le medesime strutture e forme geometriche</strong>, o lo stesso numero di petali. La maggior parte dei fiori ha 3 petali (come gigli e iris), 5 petali (ranuncoli, rose canine, plumeria), oppure 8, 13 (alcune margherite), 21 (cicoria), 34, 55 o 89 petali. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questi numeri non sono casuali</strong>, ma sono <strong>gli stessi che ritroviamo nella serie di Fibonacci</strong>, dove ciascun numero equivale alla somma dei due precedenti. Alla base di queste geometrie ci sono dei <strong>precisi pattern molecolari e cellulari</strong> che regolano non solo il numero dei petali, ma anche delle infiorescenze di alcuni fiori, come girasoli o margherite. Se volete approfondire questo aspetto “matematico” della biologia, sul database “<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed">PubMed</a>” ci sono diversi articoli scientifici che parlano di questi meccanismi, molti sono a pagamento, ma se siete degli studenti universitari potete farvi accesso <strong>gratuitamente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;immagine qui sotto vedi appunto la <strong>sequenza di Fibonacci</strong> e una pianta che la rappresenta geometricamente.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="458" height="366" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/fibonacci_polimi.jpg" alt="" data-id="26936" data-full-url="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/fibonacci_polimi.jpg" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/fibonacci_polimi/" class="wp-image-26936" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/fibonacci_polimi.jpg 458w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/fibonacci_polimi-300x240.jpg 300w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/Fibonacci-1024x575.jpg" alt="" data-id="26937" data-full-url="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/Fibonacci.jpg" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/fibonacci/" class="wp-image-26937" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/Fibonacci-1024x575.jpg 1024w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/Fibonacci-980x551.jpg 980w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/Fibonacci-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="623" height="716" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/PascalFibonacci.svg_.png" alt="" data-id="26938" data-full-url="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/PascalFibonacci.svg_.png" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/pascalfibonacci-svg_/" class="wp-image-26938" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/PascalFibonacci.svg_.png 623w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/05/PascalFibonacci.svg_-480x552.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 623px, 100vw" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">Fonti delle immagini: <a rel="noreferrer noopener" href="http://www.1001storia.polimi.it/meusGEN/meuslive.php?projectid=1474&amp;pageid=37738&amp;navigation=long&amp;language=it-it&amp;template=policultura&amp;device=dynamic_html&amp;public=1" target="_blank">Immagine a sinistra</a> (Politecnico di Milano), <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.wired.it/play/cultura/2017/11/23/fibonacci-day-numeri/" target="_blank">immagine al centro</a> (Rivista Wired), <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Successione_di_Fibonacci" target="_blank">immagine a destra</a> (Wikipedia).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I fiori sono vita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci pensiamo mai al fatto che <strong>senza i fiori</strong> non avremmo <strong>niente</strong> di tutto ciò che possediamo oggi?<br>La frutta, la verdura, tutti gli alimenti di origine vegetale derivano da un fragile, ma potentissimo, elemento vivente. Soltanto che siamo più abituati a vedere i frutti del fiore, piuttosto che il fiore stesso. In effetti noi stessi siamo a volte più presi a <strong>vedere il risultato, piuttosto che ad apprezzare la fatica fatta per ottenerlo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando l’ho capito?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’anno scorso sono stata in Sardegna in <strong>primavera</strong>, forse la stagione più bella per vedere il <strong>verde</strong> che quell’isola possiede, in estate tanto martoriata dagli incendi. <strong>Passeggiando</strong> per la campagna, le mie zie, che fieramente portano avanti il lavoro delle contadine, mi hanno fatto conoscere <strong>moltissimi fiori</strong> di piante, di cui normalmente non si ha idea di come siano i fiori, perché di loro conosci solo i frutti. Quello che mi ha sorpreso è il <strong>melo</strong>: la bellezza dei suoi fiori è spesso offuscata da quelli dell’arancio.<br><br> I suoi fiori sono <strong>bellissimi</strong>, bianchi, di una <strong>semplicità</strong> disarmante. Ancora più disarmante è pensare al processo biologico che li ha <strong>generati</strong>, e quello che seguirà per la nascita del frutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto costa un fiore?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La fioritura e la nascita del frutto sono due <strong>fasi estremamente costose</strong> in termini energetici per la vita di una pianta. <strong>L’energia</strong> necessaria per questi processi viene ottenuta dall’ambiente che le circonda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa succederebbe se, tra qualche anno, questo <strong>ambiente</strong> diventasse <strong>inadatto</strong> alla vita degli alberi? Se improvvisamente <strong>non</strong> ci fosse <strong>più</strong> abbastanza <strong>acqua</strong> per dissetarli tutti? Se ci fosse <strong>troppa CO<sub>2</sub></strong><sub>,</sub> e le piante non riuscissero più a convertire in O<sub>2 </sub>perché sature? Gli alberi non fiorirebbero più. Senza fiori, non ci sarebbero i frutti. Senza i frutti, niente energia per noi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Le persone sottovalutano il potere di un piccolo fiore. Ma la loro vita comincia con me, e potrebbe finire senza di me</em>.</p><cite>Dal video di Nature is Speaking &#8220;<a rel="noreferrer noopener" href="https://youtu.be/0_OxI2JZex4" target="_blank"><strong>Lupita Nyong&#8217;O is </strong></a><a href="https://youtu.be/0_OxI2JZex4" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>T</strong></a><a rel="noreferrer noopener" href="https://youtu.be/0_OxI2JZex4" target="_blank"><strong>he Flower</strong></a>&#8220;.</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">I fiori invisibili</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Noi uomini abbiamo preso una strada pericolosa, quella dello <strong>sfruttamento incosciente</strong> del Terra, come se fosse nostra, dimenticando che siamo vitalmente legati a Lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fermiamoci a pensare <strong>alla fatica</strong> che un albero ha messo per <strong>la generazione di un fiore</strong>, e poi del suo frutto. Non è tanto lontana dalla fatica che noi uomini facciamo quando vogliamo avere un figlio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi siamo noi per <strong>togliere</strong> alle piante ciò di cui hanno bisogno per vivere e riprodursi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nostro ruolo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questi articoli continuo a ripetere lo stesso <strong>mantra</strong>: dobbiamo fare qualcosa. Oggi vorrei aggiungerne uno nuovo: per poter aiutare la natura al meglio, dobbiamo sentirla. In una parola, dobbiamo essere <strong>più biofili</strong> (aggettivo riferito alla biofilia, il tema di un articolo che ho già scritto, per leggerlo clicca <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/biofilia-lamore-per-la-natura-e-nel-nostro-dna/" target="_blank">qui</a>)<br>Quindi ripetiamo insieme: <strong>sentiamo la natura, conosciamo la natura e salviamola.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">PS. Sapete che amo la condivisione, perciò sarei molto curiosa di sapere cosa ne pensate di questo video. <br>Magari, se tra di voi c’è qualche botanico o biologo vegetale, potete anche spiegarci come avviene il processo di fioritura! Purtroppo, è una scienza che io, e molti altri, conosciamo poco, quindi date sfogo alla vostra sapienza! ?</p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/Silvia-round-face-1.png" alt="" class="wp-image-26236" width="173" height="173"/><figcaption><strong>SILVIA ARBA</strong></figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Leggi gli ultimi articoli:</h3>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-madre-natura-chiama-risponderai/">NATURE IS SPEAKING: Madre Natura chiama, risponderai?</a></li><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/intelligenza-collettiva-risorse-gratuite-di-benessere-e-cura-di-se/">Intelligenza collettiva: risorse gratuite di benessere e cura di sè.</a></li><li><a href="http://intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-casa-dolce-casa/">NATURE IS SPEAKING: Casa dolce casa.</a></li><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/cosa-e-terrapsychology-terrapsicologia/">Cosa è “Terrapsychology” (Terrapsicologia)?</a></li><li><a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/virus-homo-biomimicry-virus-ed-esseri-umani/">Homo Virus: biomimicry, virus ed esseri umani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-la-forza-dei-fiori/">NATURE IS SPEAKING: La forza dei fiori.</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
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		<title>NATURE IS SPEAKING: Madre Natura chiama, risponderai?</title>
		<link>https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-madre-natura-chiama-risponderai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Arba]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 05:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia e Biofilia]]></category>
		<category><![CDATA[Nature is speaking]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[ispirazione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[julia roberts]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[nature is speaking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Primo articolo dedicato alla serie di video di Conservation Internationa chiamata Nature is speaking. In quello di oggi Julia Roberts interpreta madre natura, che con un discorso duro e senza giri di parole, farà capire chi uscirà vincitore dalla lotta al cambiamento climatico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/nature-is-speaking-madre-natura-chiama-risponderai/">NATURE IS SPEAKING: Madre Natura chiama, risponderai?</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Earth Day</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni 22 aprile si  festeggia Madre Natura con la <strong>giornata mondiale della Terra</strong>, il più importante evento internazionale dedicato all’ecologia e all’ambiente. Indetta per la prima volta nel 1970, oggi <strong>l’EarthDay</strong> coinvolge <strong>192</strong> paesi in tutto il mondo, facenti parte della stessa organizzazione: <strong>l’EarthDay Network (EDN)</strong><a href="https://www.earthday.org/"><strong>.</strong></a> <br>L’obiettivo dell’EDN per il 50° anniversario dell’EarthDay (2020), è quello di costruire, entro quella data, una <strong>comunità</strong> formata da 1 miliardo di persone in tutto il mondo che si siano convertite all’<strong>ideale “green”</strong>, per costruire insieme un mondo più <strong>pulito</strong> e sano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Eco-sensibilizzare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi sentiamo parlare spesso dei <strong>problemi</strong> legati all’inquinamento, purtroppo però le nostre azioni non riflettono la <strong>consapevolezza</strong> della situazione, dimostrazione che, probabilmente, il messaggio promozionale di una vita più eco-friendly non arriva <strong>abbastanza forte</strong>. <br>Infatti, quante volte, dopo aver fatto notare a chiunque un comportamento poco ecologico, vi siete sentiti rispondere “non sarà certo per <strong>colpa mia</strong> che il mondo è inquinato”? </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Perciò mi sono chiesta: potremo mai convincere anche i più </em><strong><em>testardi</em></strong><em> delle ripercussioni </em><strong><em>negative</em></strong><em> delle loro azioni? </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Recuperare questo <strong>senso di interconnessione ed interdipendenza fra noi e il pianeta</strong> è proprio la missione di Intelligenza Primitiva (leggi tutto nel nostro <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.intelligenzaprimitiva.it" target="_blank"><strong>Manifesto</strong></a>). E lo facciamo con workshop ed immersioni nella Natura, per risvegliare la nostra <strong>Biofilia</strong> (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/biofilia-lamore-per-la-natura-e-nel-nostro-dna/" target="_blank"><strong>leggi il mio articolo</strong></a> per scoprire di cosa sto parlando e perchè ti riguarda!). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è infatti SAPENDO di più sulla crisi climatica che siamo riusciti a cambiare stile di vita negli ultimi 30 anni, ma è solo recuperando il nostro <strong>AMORE per la Natura</strong> (= con il cuore, non con la testa) che potremo avere quella motivazione profonda a fare di tutto per proteggerla, proprio come quando ci innamoriamo di qualcuno e decidiamo di fare di tutto perchè stia bene.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Anche Diana oggi nel suo sito web ha pubblicato un articolo pieno di risorse per aiutarci a riconquistare il nostro vivo senso di interconnessione con la Natura, leggi tutto <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.dianatedoldi.com/earth-day-idee-per-celebrare-la-giornata-della-terra/" target="_blank">QUI</a>.</strong></p></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Madre Natura ci parla </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio in questa direzione ci porta un&#8217;organizzazione parte della rete EDN,<a rel="noreferrer noopener" href="http://www.conservation.org" target="_blank"> Conservation International</a>, che da 30 anni si occupa della <strong>conservazione della natura</strong>, sfruttando canali scientifici, politici e economici in collaborazione con altri enti. <br>Sul loro sito, oltre a trovare diverse tips per vivere green, potrete trovare una sezione dedicata alla loro ultima iniziativa, chiamata <strong>“Nature is speaking”</strong>. Un&#8217;iniziativa che vi farà senz&#8217;altro emozionare, toccando il vostro cuore e trasformandovi in convinti Biofili!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Hollywood fa la sua parte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quetso progetto nasce dalla volontà di Conservation International di <strong>far ascoltare all’umanità quello che la natura ha da dirci. </strong>Come? Creando dei <strong>video </strong>spettacolari, aventi come sottofondo la voce di grandi <strong>attori</strong> di Hollywood che interpretano i diversi <strong><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.conservation.org/nature-is-speaking/" target="_blank">protagonisti della natura</a></strong>, ognuno con qualcosa da raccontarci. L’intensità di questi video è tale che pure i più cocciuti ne saranno toccati. Harrison Ford è l’oceano, Liam Neeson il ghiaccio, Penelope Cruz l’acqua, Julia Roberts è Madre Natura in persona. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E ce ne sono molti altri. </p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Nature Is Speaking – Julia Roberts is Mother Nature | Conservation International (CI)" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/WmVLcj-XKnM?start=14&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2020/04/Mother-nature-text-410x1024.jpg" alt="Madre Natura - Julia Roberts testo" class="wp-image-26770" width="410"/></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Pretty Nature</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio la bellissima voce di <strong>Julia Roberts</strong> legge un monologo della Natura, che ha un&nbsp; <strong>messaggio</strong> importante da darci: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>G<em>li uomini hanno bisogno della natura, ma la natura non ha bisogno degli uomini.</em> </strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questa frase, quando l’ho sentita, mi ha fatto venire i <strong>brividi</strong>. Perché non c’è niente di più vero. Noi siamo esseri naturali che si credono <strong>superiori alla natura</strong>, e purtroppo questa arroganza è radicata in noi, ed eliminarla è un lavoro molto difficile che richiede innanzitutto la  <strong>volontà di cambiare.</strong> &nbsp;Madre Natura mette in conto che potremmo non essere in grado di farlo, ma a lei <strong>non importa</strong> perché dice:  </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong><em>Il modo in cui scegliete di vivere ogni giorno, rispettandomi o non rispettandomi non ha davvero importanza per me. </em><br><em>In un modo o nell’altro le vostre azioni determineranno la vostra sorte, non la mia.</em>  </strong></p></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Il messaggio arriva forte e chiaro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ho visto questo filmato, ho notato un tono nella voce della bella Julia pieno di <strong>rabbia</strong>, ma anche <strong>delusione.</strong> Queste stesse sensazioni le ho ritrovate nei miei pensieri, pensando alla presunzione con cui ci relazioniamo con il mondo naturale. Tuttavia, citando il Mahatma Gandhi, non dobbiamo perdere <strong>fiducia</strong> nell’umanità perché:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <strong><em>L’umanità è un oceano; se poche gocce dell’oceano sono sporche, l’oceano non diventa sporco.</em> </strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento inizia nel cuore di ognuno di noi. Sei pronto ad ascoltare il richiamo di Madre Natura?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo <strong>impegnarci</strong> per sistemare i problemi che abbiamo causato, e cambiare le nostre abitudini. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong><em>Siamo parte del problema. Possiamo anche essere parte della soluzione, ognuno per il suo pezzo.</em></strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Non sarà di certo facile, ma gli uomini sono capaci di <strong>grandi imprese</strong>, e molti hanno già cominciato, io in primis, con piccole azioni che ti ho già raccontato <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/young-green-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>QUI</strong></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perciò, come risponderai alla chiamata di Madre Natura?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa farai per ridurre il tuo <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.wwf.ch/it/vivere-sostenibile/calcolatore-dell-impronta-ecologica" target="_blank"><strong>impatto ecologico (che puoi misurare qui con un test facile facile</strong></a>!)?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come cambierai i tuoi comportamenti di acquisto?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti mancano le idee su cosa fare, guarda il video di <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.dianatedoldi.com/" target="_blank">Diana</a></strong> &#8220;<a rel="noreferrer noopener" href="https://youtu.be/AWI9h-aNRLI" target="_blank"><strong>Cinque azioni per cambiare il mondo</strong></a>&#8220;, e facciamo qualcosa insieme, da subito!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Aspetto poi i tuoi commenti sul tuo personale impegno a cambiare il mondo, qui sotto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> <em>Io sono pronta a evolvere. E tu?</em> </strong></p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/Silvia-round-face-1.png" alt="" class="wp-image-26236" width="173" height="173"/><figcaption><strong>SILVIA ARBA</strong></figcaption></figure>



<div style="height:31px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<h3 class="wp-block-heading">Leggi gli ultimi articoli:</h3>


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		<title>Ecco chi è la nuova contributor del blog di intelligenza primitiva.</title>
		<link>https://www.intelligenzaprimitiva.it/ecco-chi-e-la-nuova-contributor-del-blog-di-intelligenza-primitiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Arba]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 11:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Breve presentazione di Silvia, nuova contributor del blog di intelligenzaprimitiva.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ciao a tutti!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se seguite il blog di Intelligenza Primitiva vi sarete resi conto che gli ultimi articoli pubblicati, <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/young-green-2/">YOUNG and Green</a> e <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/biofilia-lamore-per-la-natura-e-nel-nostro-dna/">Biofilia</a>, sono firmati Silvia Arba e non Diana Tedoldi, nonostante lei sia stata di grande aiuto per la stesura di quei pezzi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Silvia Arba sono io, <strong>24 anni</strong>, studentessa magistrale in biologia, a cui mancano 4 esami e perciò nell’ultimo periodo sono perennemente <strong>sommersa dai libri.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho pensato di prendermi una pausa dallo studio per <strong>raccontarvi come sono arrivata a collaborare con Diana</strong> a questo blog.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’anno scorso a marzo mi sono <strong>laureata in biotecnologia</strong> e, diversamente da quanto fanno molti miei coetanei, non mi sono iscritta subito alla specialistica perché volevo vedere cosa avesse in serbo per me il mondo del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, nel mio campo è difficile essere considerati se si ha un dottorato, figuriamoci avere una laurea triennale. Ho così pensato di <strong>guardare oltre</strong> ciò che l’università poteva offrirmi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un giorno, mentre ero sul balcone a godermi il sole primaverile, la vicina con cui condividiamo il pianerottolo, ma anche in nostri due gatti, da ormai 10 anni, mi chiama per propormi una cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicina in questione era Diana, che mi chiese se avessi voglia di <strong>aiutarla a portare avanti il suo nuovo progetto</strong>, il Nature Coaching (se volete saperne di più cliccate <a rel="noreferrer noopener" aria-label="qui (apre in una nuova scheda)" href="https://www.naturecoaching.net/" target="_blank">qui</a>).<br><br>Anche se questo significava cimentarmi in attività per me del tutto nuove, una fra tutte il content writing.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho sempre amato scrivere, mi aiuta a <strong>svuotare la mente da pensieri ingombranti</strong>, ma farlo per lavoro e soprattutto riguardo ad argomenti non sempre affini a ciò a cui ero abituata, ha rappresentato una vera sfida.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Quindi nell’ultimo anno ho affiancato Diana in molte delle sue attività, l’ho seguita nei team building, ho imparato a organizzare siti internet, e oltre a dedicarmi allo studio di biologia molecolare o farmacologia, imparavo a <strong>conoscere i concetti di biofilia, nature coaching e biomimesi.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Novità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho scoperto di avere <strong>tanto da dire</strong> e che forse ciò di cui si occupa Diana non è poi lontano da ciò che studio,anzi, per me è diventata un’opportunità per vedere la natura da una prospettiva diversa. <br>Perciò abbiamo pensato che potessi <strong>essere utile anche nella stesura di articoli per i suoi blog</strong>, e in qualche mese ne ho scritti veramente molti, i primi sono stati pubblicati proprio in queste settimane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho sicuramente ancora tanto da imparare , però in questo anno di lavoro con lei ho scoperto una pratica che più di tutte mi ha stimolato, tanto da applicarla quotidianamente: <strong>la mindfullness</strong>, una tecnica di meditazione che aiuta a portare attenzione al momento presente, in un modo non giudicante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E da chi si può imparare a farlo, se non dalla natura?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se volete sapere più su di me, potrete trovare la mia presentazione completa <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/silvia-arba/">qui</a>, in alternativa potete seguirmi sui social:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.instagram.com/silviaarba_/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">silviaarba_</a> (IG)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://m.facebook.com/silvia.arba.16?ref=bookmarks" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Silvia Arba</a> (FB)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, per gli altri articoli<br>Stay tuned on intelligenzaprimitiva.it</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>BIOFILIA: l&#8217;amore per la natura è nel nostro DNA.</title>
		<link>https://www.intelligenzaprimitiva.it/biofilia-lamore-per-la-natura-e-nel-nostro-dna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Arba]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 05:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e Biofilia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[biofilia]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.intelligenzaprimitiva.it/?p=26201</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo articolo si parla della Biofilia, di com'è nata, di come si è sviluppata e di come oggi possiamo applicarla nella vita di tutti i giorni, ricordando che uomo e natura sono connessi. E la prova è nel DNA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/biofilia-lamore-per-la-natura-e-nel-nostro-dna/">BIOFILIA: l&#8217;amore per la natura è nel nostro DNA.</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Il mio posto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fin da bambina, una delle cose che mi è sempre piaciuto fare quando andavo in vacanza in Sardegna, è <strong>camminare</strong> sul bagnasciuga della mia spiaggia preferita, il lido di Orrì, fino ad arrivare alla fine, dove si forma una scogliera che separa due lidi. Allora io, mossa dalla <strong>curiosità</strong>, la scalavo, per arrivare all’altra spiaggia e continuavo l’esplorazione finché non mi ricordavo dei miei genitori, che probabilmente si stavano preoccupando, e quindi tornavo indietro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da adulta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di recente mi è capitato di ritornare su quella stessa spiaggia, e quando sono arrivata alla scogliera, mi sono fermata ad <strong>ammirare il panorama</strong>, cosa che da bambina non facevo, concentrata com’ero sulla mia esplorazione. Quello che ho visto era una distesa d’<strong>acqua infinita</strong>, che si infrangeva sulla costa a ritmo costante, calmo, senza fretta. Sono stata lì, ferma ad osservare quell’immagine per un tempo indefinito, e quando me ne sono andata ero pervasa da una <strong>sensazione di pace e tranquilla serenità.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno alla quotidianità </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ritornata in città e alla vita di tutti i giorni, navigando in rete ho trovato una parola, a me ignota, che mi ha riportato subito alla mente quel momento al mare: <strong><a href="https://fromm-online.org/en/biophilie-liebe-zum-lebendigen-biophilie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="BIOFILIA. (apre in una nuova scheda)">BIOFILIA.</a></strong> Allora ho cercato i segreti nascosti da questa parola, per me tanto affascinante quanto poco conosciuta, e ho scoperto una <strong>filosofia</strong> che purtroppo a scuola non mi hanno insegnato, ma che forse sarebbe utile incominciare a trasmettere. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Definendo la biofilia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Letteralmente <em>biofilia</em> significa “amore per la vita”, una parola di origina greca ma coniata nel 1964 dallo psicoanalista e filosofo Enrich Fromm, autore de “The heart of man. Its genius for good and evil” nel quale sviluppa il <strong>concetto di biofilia</strong>, descrivendola come la tendenza degli uomini ad essere <strong>attratti da tutto ciò che è vitale.</strong> Fromm ha messo il seme per quella che verrà chiamata <strong>“l’ipotesi della biofilia”</strong> formulata da <strong><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Edward Osborne Wilson (apre in una nuova scheda)" href="https://www.britannica.com/biography/Edward-O-Wilson" target="_blank">Edward Osborne Wilson</a></strong>, considerato universalmente come il vero padre di questa filosofia, per aver saputo spiegare, in un saggio di 190 pagine intitolato, appunto, “<a rel="noreferrer noopener" aria-label="Biophilia (apre in una nuova scheda)" href="https://www.hup.harvard.edu/catalog.php?content=reviews&#038;isbn=9780674074422" target="_blank">Biophilia</a>”, cosa si intende esattamente per “amore per la vita”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Psicologia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un aggettivo che Wilson aggiunge alla definizione di
biofilia di Fromm è “<strong><em>innata</em></strong><em>”,</em> il che cambia radicalmente il modo di descrivere questo
concetto, perché presuppone che il sentimento di <strong>attrazione</strong> verso la natura e la vita sia <strong>radicato</strong> in noi fin dal momento in cui nasciamo. Infatti, diversi
studi psicologici dimostrano come, fin da bambini, siamo attratti da tutto ciò
che si muove, ed è proprio dal <strong>movimento</strong>
che distinguiamo se una cosa è viva o meno. Un albero mosso dal vento, una
farfalla o il nostro gatto domestico, rappresentano per i piccoli umani i primi
esempi di vita, ancor prima che loro stessi possano <strong>riconoscersi come esseri viventi.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">E scienza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo la psicologia però, ma anche la mia amata <strong>scienza</strong> (mi sto per laureare alla magistrale di biologia) dimostra quanto il legame tra uomo e il resto degli esseri viventi sia profondo, perfino a <strong>livello molecolare.</strong> L’essere umano, così come il corallo o la rondine, condividono parte dei loro geni, in percentuali diverse a seconda della distanza delle singole specie nell’albero filogenetico. Questa condivisione deriva dal fatto che tutti gli <strong><a rel="noreferrer noopener" aria-label="esseri viventi discendono da un unico antenato comune (apre in una nuova scheda)" href="https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-981-13-3639-3_7" target="_blank">esseri viventi discendono da un unico antenato comune</a></strong>, chiamato dai biologi evoluzionisti “<strong>LUCA</strong>” ossia “Last Universal Common Ancestor”. Che caratteristiche biologiche avesse LUCA non si conoscono, ma vista l’universalità del codice genetico (“il codice genetico è universale” è un mantra alle lezioni di genetica) è inopinabile che la diversità biologica attuale derivi da un singolo antenato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come proviamo il sentimento biofilo?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono diverse prove che <strong>l’amore</strong> per l’ambiente naturale sia intrinseco al nostro essere
umani, come ad esempio, il fatto che immagini di <strong>ambienti naturali</strong> siano universalmente apprezzate da chiunque. Ad
esempio, quale di queste due foto sceglieresti da appendere nel tuo ufficio? </p>



<ul class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="600" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-2.jpg" alt="" data-id="26204" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/?attachment_id=26204" class="wp-image-26204" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-2.jpg 900w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-2-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="675" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-3.jpg" alt="" data-id="26205" data-link="https://www.intelligenzaprimitiva.it/?attachment_id=26205" class="wp-image-26205" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-3.jpg 900w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-3-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /></figure></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Credo che la risposta sia scontata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>sentimento biofilo</strong> si esprime nel piacere di arredare casa con fiori e piante, nel vivere in compagnia degli animali, nella nostra contemplazione di un paesaggio naturale unico. Tuttavia, spiega Wilson, <strong>la biofilia</strong>, come tutti i comportamenti umani, <strong>è complessa</strong>, e pertanto non corrisponde solamente a sentimenti di passione e amore, ma si può esprimere anche con <strong><a rel="noreferrer noopener" aria-label="repulsione e paura (apre in una nuova scheda)" href="https://books.google.it/books?hl=it&#038;lr=&#038;id=GAO8BwAAQBAJ&#038;oi=fnd&#038;pg=PA73&#038;dq=biophobia&#038;ots=plu8NCAYu-&#038;sig=euY0fFSOk1S8u7Vc9x__ZGRX2yA&#038;redir_esc=y#v=onepage&#038;q=biophobia&#038;f=false" target="_blank">repulsione e paura</a></strong>. (biofobia)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto ci può piacere l’idea di un safari in Africa,
non esitiamo a prendere tutte le possibili precauzioni (di invenzione umana)
per proteggerci da eventuali attacchi di animali, insetti velenosi, o virus.
Spesso, anche colui che più di tutti ama gli animali, farebbe fatica ad
abbracciare un serpente o una tarantola, perché nell’immaginario collettivo
sono sì degli esseri viventi, ma terrificanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quindi la domanda è: perché la natura suscita in noi tutti questi sentimenti contrastanti? </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la teoria di Wilson è dovuto alla nostra <strong>storia naturale.</strong> Gli uomini non sono solo esseri umani, sono esseri naturali, perché la loro storia evolutiva è direttamente connessa all’<strong>evoluzione dell’ambiente</strong> che li ha circondati per milioni di anni. Wilson stesso scrive che<em>:</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> gli uomini hanno affrontato la natura con qualsiasi cosa di cui disponessero, rubacchiando cibo qua e là e respingendo i predatori nel mondo che conoscevano per poche miglia quadrate.</p></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Naturalmente empatici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È stato in quei momenti di <strong>vita a contatto con la natura</strong>, che i
nostri antenati <em>Sapiens </em>iniziarono a <strong>sviluppare empatia</strong> nei confronti della
natura. Sentimento che ha portato gli uomini ad amare la natura per ciò che
poteva dare, e temerla per ciò che poteva togliere. Quindi <strong>l’intelligenza</strong> umana è entrata in gioco, e abbiamo iniziato a
inventare tecniche per sfruttarla e altre per combatterla. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Relazione tra uomo e natura nel DNA</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per secoli la <strong>mente umana</strong> si è evoluta in seguito alla maturazione del rapporto uomo-natura, per la <strong><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1618866711000628" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="selezione naturale (apre in una nuova scheda)">selezione naturale</a></strong> dettata dalle modificazioni dell’ambiente stesso. Quindi secondo questa visione, ciò che influenza il nostro modo di comportarci con la natura è <strong>scritto nel nostro DNA</strong>, che nel corso dell’evoluzione è mutato, fino ad inserire nel suo codice dei<strong> nuovi geni</strong>, che ci hanno permesso di <strong>sopravvivere</strong> nel mondo naturale, fino a <strong>dominarlo </strong>(o perlomeno illuderci di farlo). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Macchina nel giardino</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, rimanendo sempre nella teoria, si potrebbe dire che nel nostro genoma ci sono <strong>due tipi di geni</strong>: quelli tipici dell’uomo moderno, che Wilson chiama “macchina” (riprendendo la teoria “<a rel="noreferrer noopener" aria-label="macchina nel giardino (apre in una nuova scheda)" href="https://global.oup.com/academic/product/the-machine-in-the-garden-9780195133516?cc=it&#038;lang=en&#038;#" target="_blank">macchina nel giardino</a>” del Leo Marx, secondo cui l’idea dello sviluppo tecnologico, sia stata ricondotta nell’universo del paradiso terrestre, del giardino incontaminato, con seguente alienazione dell’uomo dalla natura) e i geni dell’uomo naturale, quello per cui la <strong>natura era casa</strong>. Questo pensiero, rimane tutt’ora una teoria, perché i geni della biofilia non sono ancora stati scoperti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Natura e psicologia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, sebbene è dimostrato geneticamente che tutti gli
esseri naturali sono connessi, uomo incluso, gli studi sulla biofilia rimangono
confinati al campo delle scienze psicologiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre più spesso si sente parlare di ecopsicologia. Da anni
infatti si studiano gli effetti positivi della natura sulla psiche umana, di
come stare a contatto diretto con l’ambiente naturale sia in grado di <strong>rilassarci</strong>, di farci disconnettere dal
mondo artificiale che abbiamo creato nei secoli. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La biofilia
è istintiva, ma dimenticata</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che sta il punto <strong>chiave</strong> della teoria di Wilson, ossia che la <strong>biofilia, è innata e istintiva. </strong>Tuttavia, crescendo e partecipando
sempre di più alla vita moderna, questo istinto viene a mancarci, perché non
abbiamo l’occasione di allenarlo. Perciò la biofilia è una forza che va
cullata, esercitata e coltivata, per mantenerla viva dentro di noi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ormai la specie umana si è <strong>spinta troppo oltre</strong> per poter tornare ad una vita completamente
naturale, siamo culturalmente troppo evoluti e sarebbe umanamente impossibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Alienazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario renderci conto che ci <strong>siamo allontanati dalla natura</strong> in favore della tecnologia, ma
proprio partendo dalle nostre conoscenze, dalla nostra intelligenza, possiamo <strong>trovare la soluzione</strong> ai nostri
problemi. Secondo Wilson la soluzione sta proprio nel <strong>ritrovare il nostro amore per la natura,</strong> esercitare la nostra
curiosità e il nostro interesse per ciò che la caratterizza, perché <strong>conoscendo la natura in tutti i suoi
aspetti potremo capire come salvarla. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sentire la natura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, probabilmente la conoscenza non è abbastanza. Da qualche tempo infatti lavoro con Diana, e ho conosciuto un modo a me del tutto nuovo di parlare di natura<strong>. La natura non va solo rispettata e studiata, ma va anche sentita.</strong> Sentire la vita intorno a noi, nella natura che ci circonda, è questa la chiave per <strong>risvegliare il nostro istinto biofilo</strong>. La nostra intelligenza primitiva. A tal proposito, vi ricordo che Diana propone un corso al riguardo,ve lo linko <a rel="noreferrer noopener" aria-label="qui (apre in una nuova scheda)" href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/primitivo-in-7-giorni/" target="_blank">qui</a>. <br>Siamo esseri viventi anche noi, e credo che con il giusto approccio, non sia per niente difficile, anzi ci verrà naturale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="600" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-5.jpg" alt="Immagine con un uomo che abbraccia un albero" class="wp-image-26206" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-5.jpg 900w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/IMG-articolo-5-480x320.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 900px, 100vw" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Allenatevi </h2>



<p class="wp-block-paragraph"> Se volete provare anche voi ad allenare il vostro istinto biofilo, provate a seguire questi 10 mini-esercizi che vi lascio alla fine della pagina. Per definirli mi sono ispirata a quelli proposti nel corso &#8220;Rewild your life in 7days&#8221; di <a href="https://wearewildness.com/">Wearewildness</a>, vi lascio il link nel caso voleste farvi un giro nel loro sito. Vivamente consigliato!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sentitevi obbligati a farli tutti, fateli quando ne avete voglia, ma quando lo fate seguite questa semplice regola: niente telefoni, disconnettetevi dal mondo virtuale, e connettetevi a quello naturale. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" width="410" height="1024" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/10-ESERCIZI-PER-ALLENARE-LA-BIOFILIA-ED-ESSERE-FELICI-410x1024.jpg" alt="Infografica con 10 consigli su come esercitare il proprio sentimento biofilo" class="wp-image-26214"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2019/10/Silvia-round-face.png" alt="" class="wp-image-26233" width="171" height="171"/></figure>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph"><strong><em>Silvia Arba</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/biofilia-lamore-per-la-natura-e-nel-nostro-dna/">BIOFILIA: l&#8217;amore per la natura è nel nostro DNA.</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
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		<title>Benessere in connessione con la natura: una pratica da fare subito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 11:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione primitiva]]></category>
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		<category><![CDATA[formazione esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Gennaio 2016 Intelligenza Primitiva ha stretto una partnership con Menscorpore, associazione di Treviglio (BG) dedita alla diffusione delle pratiche di consapevolezza e di benessere, con molti percorsi e conferenze davvero interessanti e formatori di eccellenza. Vi invito quindi a leggere il mio ultimo articolo, scritto per il Blog di Menscorpore, di cui riporto l&#8217;incipit [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/benessere-in-connessione-con-la-natura-una-pratica-da-fare-subito/">Benessere in connessione con la natura: una pratica da fare subito</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Gennaio 2016 Intelligenza Primitiva ha stretto una partnership con <strong><a href="http://menscorpore.org/" target="_blank">Menscorpore</a></strong>, associazione di Treviglio (BG) dedita alla diffusione delle pratiche di consapevolezza e di benessere, con molti percorsi e conferenze davvero interessanti e formatori di eccellenza.<br />
Vi invito quindi a leggere <strong><a href="http://menscorpore.org/2016/01/18/benessere-in-connessione-con-la-natura-una-pratica-da-fare-subito/" target="_blank">il mio ultimo articolo</a></strong>, scritto per il Blog di Menscorpore, di cui riporto l&#8217;incipit di seguito, e a partecipare alla <strong><a href="http://menscorpore.org/attivita/eventi-speciali/ecoterapia-ed-ecopsicologia-pratiche-di-benessere-in-connessione-con-la-natura/" target="_blank">CONFERENZA ESPERIENZIALE, GRATUITA</a></strong> E APERTA A TUTTI, DI VENERDì 29 GENNAIO ALLE 21, per continuare a parlare insieme di ecopsicologia, di ecoterapia e di tutte le pratiche di benessere in connessione con la natura.<br />
Per risvegliare la nostra naturale capacità di stare bene al mondo, nel mondo, con il mondo.<br />
Il tutto è in collaborazione con Legambiente Bassa Bergamasca, che ringrazio sempre per le belle cose che facciamo insieme!</p>
<h1 class="entry-title"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1018 aligncenter" src="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2014/09/legambiente_logo.jpg" alt="legambiente_logo" width="105" height="66" srcset="https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2014/09/legambiente_logo.jpg 591w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2014/09/legambiente_logo-300x189.jpg 300w, https://www.intelligenzaprimitiva.it/wp-content/uploads/2014/09/legambiente_logo-400x250.jpg 400w" sizes="(max-width: 105px) 100vw, 105px" /></h1>
<h1 class="entry-title"><span style="color: #99cc00;"><strong>Benessere in connessione con la natura: una pratica da fare subito</strong></span></h1>
<p>Di Diana Tedoldi<br />
Negli anni ’80 si pensava che bastasse mettersi ai fianchi una cintura di gomma e attivare il “vibromassaggiatore” (mia mamma ne aveva uno!) per dimagrire. Oggi sappiamo che per uno stile di vita sano occorre seguire corretti principi di alimentazione, fare attività fisica, riposare bene e prenderci cura della nostra vita emotiva e relazionale. Ma tutto questo non basta.<br />
La ricerca scientifica negli ultimi anni ha prodotto numerosi studi volti a dimostrare il benessere profondo generato dal recupero della nostra connessione la natura (molti di essi vertono sul mondo infantile), corroborando così il nostro innato orientamento verso la “biofilia”, termine usato già da Aristotele, recuperato da Fromm e tornato prepotentemente alla ribalta in tempi più recenti. La biofilia (dal greco: phillia, amicizia, amore e bios, vita) è la naturale propensione degli esseri umani a generare legami di amicizia e affiliazione con gli altri esseri viventi. È un’attitudine innata generata attraverso milioni di anni di evoluzione in relazione con la natura e le altre forme di vita: organismi, specie, habitat. La <a href="http://www.cooperacy.org/" target="_blank">cooperazione (non la competizione)</a> fra specie diverse è il cuore degli ecosistemi, dove la differenza è un vantaggio competitivo, la collaborazione inter-specie una risorsa e l’ingaggio plurisensoriale nell’esperienza una necessità per la sopravvivenza.<br />
Oggi le neuroscienze ci dimostrano che il brain patterning (cioè la costruzione di nuove piste neuronali e schemi cerebrali, che danno vita ad azioni, atteggiamenti, pensieri e comportamenti) s<a href="http://www.nature.com/pr/journal/v45/n4-1/full/pr199992a.html" target="_blank">i fonda sugli input sensoriali</a>. Quindi: maggiore è la ricchezza della nostra esperienza sensoriale, maggiore è la ricchezza dei nostri &#8230; <a href="http://menscorpore.org/2016/01/18/benessere-in-connessione-con-la-natura-una-pratica-da-fare-subito/" target="_blank">LEGGI TUTTO!</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il respiro notturno del bosco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 17:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arborea]]></category>
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		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL RESPIRO NOTTURNO DEL BOSCO Camminare nel bosco. Camminare con il bosco. Essere bosco. Sabato 1 Agosto, dalle 19 Bosco del Castagno, Castel Cerreto (Treviglio, BG) Una nuova occasione di connessione con la natura nel bosco del Castagno, di notte, entrando nel suo respiro, ascoltando la sua invisibile musica e trasformandola in suono e movimento. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/il-respiro-notturno-del-bosco/">Il respiro notturno del bosco</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #b8b530;">IL RESPIRO NOTTURNO DEL BOSCO</span></strong><br />
Camminare nel bosco.<br />
Camminare con il bosco.<br />
Essere bosco.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #b8b530;">Sabato 1 Agosto, dalle 19</span></strong><br />
<strong><span style="color: #b8b530;">Bosco del Castagno, Castel Cerreto (Treviglio, BG)</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">Una nuova occasione di connessione con la natura nel bosco del Castagno, di notte, entrando nel suo respiro, ascoltando la sua invisibile musica e trasformandola in suono e movimento.</p>
<p style="text-align: left;">Esploreremo insieme nuove possibilità di camminare.<br />
Allargheremo i nostri sensi e la nostra attenzione.<br />
Percepiremo gli alberi e i piccoli abitanti del bosco da un nuovo punto di vista.</p>
<p>Ascolto, empatia, lentezza, silenzio: le parole guida che orienteranno le nostre esplorazioni notturne.<br />
E come sempre, piccoli strumenti a percussione ci permetteranno di trasformare in musica le nostre sensazioni ed emozioni.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #687627;">* * * * *</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #b8b530;"><strong>PROGRAMMA:</strong></span></p>
<p><strong>Ore 19:</strong> ritrovo presso piazza Probi Contadini, Castel Cerreto (Treviglio), di fronte al Bar Pilly;<br />
<strong>Ore 19-20:</strong> passeggiata nel bosco con riconoscimento di erbe spontanee, commestibili, insieme ad un esperto di botanica;<br />
<strong>Ore 20-21:</strong> Cena a lume di candela, in condivisione ed in ascolto, nel bosco;<br />
<strong>Ore 21-22.30:</strong> Ascolto del bosco di notte, camminata consapevole, suono e voce.<br />
La cena è al sacco, in condivisione: porta anche tu qualcosa che preparerai per l&#8217;occasione e che senti di volere generosamente condividere con il resto del gruppo!</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #687627;">* * * * *</span></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;iniziativa nasce dalla collaborazione fra Intelligenza Primitiva e Legambiente Bassa Bergamasca.</p>
<p>L&#8217;esperienza è gratuita ed aperta a tutti previa iscrizione via mail scrivendo a: contatto@intelligenzaprimi<wbr />tiva.it oppure segnando la propria partecipazione su <a href="https://www.facebook.com/events/1476699449136428/">questa pagina </a>Facebook.<br />
Vi aspettiamo.<br />
Diana Tedoldi &amp; Legambiente Bassa Bergamasca</p>
<blockquote><p>Per un&#8217;educazione ecologica che nasce nel sentire, si radica nell&#8217;ascolto empatico della natura, e sboccia nel fare.</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it/il-respiro-notturno-del-bosco/">Il respiro notturno del bosco</a> proviene da <a href="https://www.intelligenzaprimitiva.it">Intelligenza Primitiva</a>.</p>
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